Seralmente: si apre il ciclo di conferenze 2017-2018

12 10 2017

     Dopo la grande partecipazione di pubblico e di appassionati di Scienza e Tecnologia degli anni scorsi, ritornano le belle ed utilissime conferenze di alto livello scientifico “Seralmente”. Ricordo ancora una volta che gli organizzatori di questi eventi, cito il Dott. Michele Caponigro per tutti, lo fanno da anni con passione e a titolo gratuito.

     La prima conferenza si terrà venerdì 20 ottobre 2017 alle ore 21,00 presso l’Aula Magna di Agraria e Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino in Largo Paolo Braccini 2 (già Via Leonardo Da Vinci 44), Grugliasco, TO. Come sempre, per gli studenti interessati verrà rilasciato l’attestato di partecipazione e l’evento può essere inserito in un percorso di alternanza scuola e lavoro per le classi del triennio. Per partecipare, l’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti, è consigliata la prenotazione tramite email a seralmente@gmail.com oppure compilando il modulo che si apre all’indirizzo http://www.seralmente.com/penotazioneconferenza-ottobre.html .

     Il tema di questa prossima conferenza è tra quelli più coinvolgenti e più vicini alla vita quotidiana: “La Chimica: Bella e Potente”. Relatore sarà il Prof. Luigi Cerruti dell’Università degli Studi di Torino, che ripercorrerà le tappe cruciali di un secolo e mezzo di storia della Chimica. Con il permesso degli organizzatori, riporto l’abstract della conferenza.

Con un linguaggio semplice ed evocativo in questa conferenza si ripercorre quasi un secolo e mezzo di storia della chimica, dalla sintesi dell’indaco del 1882 fino ai giorni nostri. Nel Novecento la storia della chimica ha spesso incontrato quella della fisica e della biologia, con episodi cruciali quali la nascita della meccanica quantistica negli anni 1920 e la decifrazione del codice genetico negli anni 1960.

La bellezza conoscitiva e la potenza applicativa della chimica sono state alla base della nascita recente di discipline come la chimica verde e la chimica computazionale. L’aspetto storico più impressionante degli ultimi decenni è stato però la radicale riformulazione di temi di ricerca classici come quello dell’indagine sulla correlazione tra struttura e funzione delle proteine, dove ora è all’opera una scienza molecolare a cui contribuiscono chimici e fisici, biologi e informatici.”

Ulteriori informazioni su: http://www.seralmente.com/ o anche su https://it-it.facebook.com/people/Antonella-Bagnasco/100010026049452 .

La locandina:http://www.seralmente.com/files/Loc-ottobre-2017.pdf

Il pieghevole: http://www.seralmente.com/files/bro-ottobre-2017.pdf .

 

 




L’ora di Chimica a Settimo Torinese

7 10 2017

Il Festival delle Scienze di Settimo Torinese, giunto quest’anno alla quinta edizione, sarà aperto domani sera da uno spettacolo di Elio, quello della celebre band delle storie Tese. I biglietti però sono ormai esauriti.

     Il tratto unificante di quest’anno per i 150 appuntamenti (Conferenze, laboratori, spettacoli, dimostrazioni, caffè scientifici, … ) del Festival è “Ora di Chimica”. La Chimica è un settore molto importante per la città di Settimo: Sono molte infatti le aziende di Settimo che si occupano di gomma, plastica e Chimica. Lo stesso Primo Levi, qualche anno dopo il ritorno dal campo di concentramento, nel 1948, incominciò a lavorare come chimico per la Siva (Società industriale vernici e affini) a Settimo e vi rimase per oltre vent’anni. Video: Siva con breve intervista a Primo Levi. Propongo anche Eugenio Allegri che legge “Carbonio”, l’ultimo capitolo del “Sistema periodico”, di Primo Levi.

     Le manifestazioni del Festival coinvolgono anche Torino e altre città dell’area metropolitana torinese: Rivoli, Moncalieri, Grugliasco, Collegno e Castiglione Torinese. Per le scuole sono particolarmente interessanti i laboratori previsti nella settimana dal 16 al 20 ottobre.

     Video di presentazione del Festival dell’Innovazione e della Scienza, nella Sala “Primo Levi” della Biblioteca Archimede di Settimo, lo scorso 5 ottobre.

     La Chimica quindi è il tema portante del Festival, i cui eventi sono concentrati prevalentemente tra il 15 e il 22 ottobre. Alcuni titoli degli eventi in programma: “La Scienza della carne: la Chimica della bistecca e dell’arrosto”; “Cibo, Chimica e sensi”; “Chimica spettacolare”; “La Chimica verde”; “Molecole Greentose”; “Il Teatro dell’Acqua”; “Perché esplodono gli smartphone?”; “L’importanza dei pneumatici della F1 2017”; Nanomateriali e Ambiente: dall’energia alla rimozione dei contaminanti”; “Le nuove celle solari sostituiranno il silicio?”; “Cioccolato cibo degli dei: scienza e credenze”; “C.S.I. La scena del crimine”; “Luce, reazioni chimiche e nanoparticelle per la diagnosi e la cura dei tumori” e tanto altro ancora.

Consulta il sito Festivaldellinnovazione per i vari appuntamenti e le dirette video di molte manifestazioni. 




Dall’arte tintoria al numero di Avogadro, l’evoluzione della chimica a Torino

1 12 2016

L’Accademia delle Scienze di Torino è sempre più aperta al grande pubblico: dal 1° novembre 2016, la prestigiosa Biblioteca, costituita da un numero di volumi compreso tra 250mila e 300mila oltre a carteggi, manoscritti e codici miniati, è aperta a tutti.

     Nel frattempo proseguono le varie attività: convegni, seminari, adunanze, pubblicazioni, soprattutto attività destinate alla didattica. Percorsi e laboratori didattici riguardanti personaggi scientifici di rilievo nella storia della Scienza.

     Fra le schede più interessanti pubblicate sul sito web, spiccano quelle su “Storia e Scienza” che comprendono anche un dossier sull’evoluzione della chimica in Piemonte: “Dall’arte tintoria al numero di Avogadro, l’evoluzione della chimica a Torino”.

     Il dossier inizia descrivendo la scarsa considerazione in cui era tenuta la Chimica alla fine del 1700, in cui l’insegnamento universitario della chimica era semplicemente inserito nel corso di Fisica, istituito nel 1720. L’excursus storico propone, tra l’altro, le Scuole militari, fra cui quella di artiglieria con un duro percorso di sette anni su corsi di matematica, fisica, chimica e disegno. Si prosegue col gigante della chimica italiana, Amedeo Avogadro, scopritore della legge che porta il suo nome: «A parità di condizioni di pressione e di temperatura volumi eguali di gas contengono lo stesso numero di molecole» , il cui numero 6,022*1023, una costante universale scoperta successivamente, sarà ricordato per sempre come “Numero di Avogadro”. Tra i processi chimici più vistosi rientra anche la colorazione dei tessuti, effettuata una volta con coloranti naturali, comunque da estrarre da prodotti vegetali o animali, e poi dal XX secolo con coloranti di sintesi.

Sommario del dossier:

Crediti, anche immagine: http://www.accademiadellescienze.it/home .

Coloranti: Università di Camerino.




Un romanzo sulla chimica

23 10 2016

     “La chimica della bellezza” non è un trattato di chimica, né un testo sulla bellezza in sé ma in parte su quella della chimica. Si tratta di un romanzo di Piersandro Pallavicini con una trama suddivisa in varie sottotrame, che hanno per oggetto il mondo della chimica, le sue fatiche e la sua bellezza, i congressi e le pubblicazioni. Ma anche le amicizie, gli amori, la ricerca e il Premio Nobel. Un romanzo articolato, che intreccia la realtà delle scoperte scientifiche e la finzione delle storie e dei personaggi, anche se alcuni di questi si riferiscono a chimici realmente vissuti o viventi, compreso l’autore che è lui stesso un chimico. Un romanzo dell’editrice Feltrinelli che si può trovare facilmente nelle librerie e in rete.

     In un’intervista rilasciata a Federica Tronconi e pubblicata su L’Ultima riga, l’autore tra l’altro riferisce il modo il cui è nato il suo romanzo: “Da una parte mi sono ispirato ad un incontro realmente accaduto nella mia vita, quando a trent’anni ho incontrato ad un convegno il Premio Nobel Jean Marie Lehn. Ho trovato in lui la figura dello scienziato perfetto, un’intelligenza superiore che ha una stima indistinta per tutti senza distinzione tra professore, ricercatore, ecc. Ed è una caratteristica, questa umanità, che ho trovato solo nelle grandi figure, nelle grandi intelligenze. Gli scienziati che ho inserito nella prima storia del  mio romanzo sono modellati sulla figura straordinaria di Jean Marie Lehn. Nella seconda storia invece ricordo Gilbert Lewis, chimico della prima metà del Novecento e l’estensore della chimica che insegno io stesso all’università. Le sue erano teorie sono, ancora oggigiorno, semplici ma geniali. Nonostante la sua genialità non ha mai ricevuto il Premio Nobel per via delle sue critiche mosse nei confronti di alcuni suoi colleghi. Morto suicida, forse per questo motivo, la sua è la storia di una grande ingiustizia. La sua storia mi ha molto colpito e ho voluto inserirla nella seconda parte del romanzo per omaggiarlo della sua grandezza.”Continua con l’intervista …




La Scienza incontra il quotidiano

17 01 2016

     Si tratta di un ciclo di incontri, iniziati nei mesi scorsi, rivolti a tutti e dedicati alla divulgazione e promozione della cultura scientifico-tecnologica. Gli incontri sono stati organizzati dall’I.I.S. “Gobetti Marchesini – Casale” di Torino e hanno lo scopo di presentare la Scienza a studenti e adulti, soprattutto negli aspetti che pervadono la vita quotidiana di ciascuno. Si affrontano temi e scoperte scientifiche che hanno migliorato e stanno migliorando la qualità della vita delle persone e la sicurezza dell’ambiente in cui esse vivono.

     Domani, presso la Biblioteca Calvino di l.go Dora Agrigento 94 a Torino, dalle ore 17,00 alle 18,30, ci sarà il terzo incontro sul tema “Ipotesi chimica sull’origine della vita: dal Big Bang alla comparsa dei primi organismi viventi”, con il Prof. Piero Ugliengo, ordinario di Chimica Fisica presso L’università di Torino.

     I temi dei prossimi incontri sono: “Il miracolo di odori e sapori: proprietà molecolari di fragranze e profumi”; “L’importanza delle plastiche e dei polimeri nella società contemporanea: bio-plastiche o non bio-plastiche, questo è il problema!”

     Per maggiori informazioni, consultare la locandina degli incontri effettuati e di quelli ancora in programma. Crediti logo: I.I.S. Gobetti Marchesini – Casale.




Nobel per la chimica 2014 alla “nanoscopia”

12 10 2014

     Anche il premio Nobel per la chimica, come quello per la fisica, è stato assegnato a studiosi con il merito di aver fatto scoperte che hanno avuto un’applicazione pratica diffusa. Se sono diffusissimi i led (nobel per la fisica), anche i microscopi a fluorescenza, ad altissima risoluzione o a tecnologia STED ( stimulated emission depletion) hanno permesso di osservare cose mai osservate con i microscopi precedenti.

Il Nobel per la chimica del 2014 è stato assegnato a due americani,  William E. Moerner, e Eric Betzig, e al rumeno Stefan W. Hell,  per i loro contributi allo sviluppo della microscopia a fluorescenza super-resolved. Si tratta di una microscopia ottica ad altissima risoluzione, definita per questo “nanoscopia”. La tecnica in uso da una quindicina d’anni ha permesso osservazioni di una nitidezza mai vista. L’immagine in basso, relativa ad  una stessa proteina osservata con un tradizione microscopio e un microscopio STED ce lo dimostra.

     Dalle prime lenti di Galilei, unite nel “cannone-occhiale”, la tecnologia ha consentito di migliorare continuamente sia i telescopi che i microscopi, permettendo di osservare l’infinitamente grande con i primi e l’infinitamente piccolo con i secondi. Il passo in avanti fatto con la nanoscopia ha consentito di superare il cosiddetto “principio di impossibilità” formulato nel 1873 dal  microscopista tedesco Ernst Abbe, secondo il quale non si sarebbe mai potuto costruire un microscopio capace di mostrarci oggetti, microrganismi e loro parti al livello del decimo di micron (10^(-7) m, cioè un decimilionesimo di metro). I normali microscopi ottici hanno permesso di osservare cellule umane (circa 60 micron), batteri (dieci volte più piccoli, circa 5-6 micron) e alcuni organelli cellulari di qualche micron. Oltre non si poteva andare, per le leggi dell’ottica che non consentono di osservare oggetti di dimensioni superiori alla metà della lunghezza d’onda della luce visibile, che va da 0,4 a 0,8 micron circa (la metà: 0,2 micron). Per osservare strutture molto più piccole, di dimensioni nanometriche (miliardesimo di metro) sono stati costruiti microscopi elettronici che hanno l’inconveniente di uccidere le strutture viventi. L’utilizzo invece di molecole fluorescenti e delle tecniche messe a punto dai tre premiati, ha portato la microscopia ottica ad un livello impensabile qualche decennio fa.

     Oltre che per la tecnica microscopica STED che utilizza due tipi di raggi laser che fanno brillare le molecole fluorescenti sul campione e poi eliminano la fluorescenza stessa per renderlo visibile, i tre ricercatori sono stati premiati anche per un’altra tecnica, in grado di attivare la fluorescenza di singole molecole.

Credit immagine Sted-confocal: www3.mpibpc.mpg.de ; Sted-Jablosky : en.wikipedia.org

Breve video dell’annuncio del Comitato del Nobel.

 

 

 




I led e il Nobel per la fisica 2014

11 10 2014

      Quest’anno il Nobel per la fisica è stato assegnato a tre ricercatori giapponesi per una scoperta di vent’anni fa che è stata perfezionata nel tempo: i led a luce blu. I tre ricercatori sono Isamu Akasaki, Hiroshi Amano e Shuji Nakamura. La scoperta dei led avvenne negli anni ’90, durante alcuni lavori sui semiconduttori.

Cosa sono i led? La sigla sta per Light Emitting Diode, Diodo a Emissione di Luce, cioè un diodo allo stato solido che, se percorso da corrente elettrica, emette luce. La scoperta ha permesso di realizzare nel mondo sistemi di illuminazione a basso consumo energetico. Bisogna precisare che i diodi a luce verde e rossa erano già stati scoperti in precedenza, ma la mancanza della luce blu non consentiva di utilizzarli per ottenere la luce bianca. Oggi i led con i tre colori fondamentali (led multi chip) permettono di ottenere anche la luce bianca.

Dal punto di vista strutturale, i led sono costituiti da un substrato chimico, coperto da uno strato ricco di atomi che rilasciano elettroni, perciò detto “di tipo negativo” (n), seguito da uno strato neutro e da uno ricco di atomi che catturano elettroni, “di tipo positivo” (p). I due strati attivi (p-n) formano un diodo, cioè un componente elettronico a due poli che consente il passaggio di corrente elettrica in una direzione mentre la blocca nell’altra. I diodi a giunzione p-n sono costituiti da semiconduttori “drogati”, per ottenere da una parte eccedenze di elettroni (strato n) e dall’altra carenze, cioè le cosiddette “lacune” (strato p).

Gli elementi chimici utilizzati per il drogaggio sono indicati nello spezzone di tavola periodica dell’immagine. In cosa consiste il “drogaggio”? Nell’aggiunta di piccole percentuali di atomi che non fanno parte del semiconduttore utilizzato, in modo da modificare le proprietà elettriche del materiale del diodo. Molto sinteticamente, nel drogaggio di tipo n c’è un arricchimento di elettroni, in quello di tipo p c’è una carenza di elettroni che comporta la formazione di “lacune”. Più precisamente, i diodi che formano i led sono all’arseniuro di gallio, al fosfuro arseniuro di gallio, al fosfuro di gallio, al nitruro di gallio e indio, al carburo di silicio. Il passaggio di corrente nella giunzione p-n costituita da questi materiali determina lo spostamento di elettroni che vanno ad occupare una “lacuna” determinando una diminuzione della loro energia di orbitale e la conseguente emissione di luce.

Spesso i led ci appaiono come minuscole lampadine utilizzate in innumerevoli apparecchiature elettroniche per il loro basso consumo e la lunga durata. Possono avere una durata molto lunga e un’intensità variabile. In base ai semiconduttori utilizzati si ha l’emissione di fotoni di diversa lunghezza d’onda e perciò di diverso colore.

     Quali sono le apparecchiature dove possiamo osservare i led? A parte i vari tipi di lampadine da illuminazione, i led sono nelle “spie” (indicatori di stato) degli elettrodomestici, nei numerosissimi telecomandi a infrarossi, telefoni cellulari, semafori, in vari dispositivi delle auto e delle moto, nei display LCD, ecc. Proprio la combinazione di led rossi, verdi e blu permette di ottenere tutte le combinazioni di colori degli schermi a led.

Per approfondire:

http://it.wikipedia.org/wiki/LED

http://www.aviel.it/public/Pedrotti_AVIEL_IntroLED%20%281%29.pdf

Video: illuminazione a led per il comune di Milano.

Diodi a led (in spagnolo).

 

 




DESC: Database delle Sostanze Chimiche Ecotossiche

14 09 2014

     Il Ministero dell’Ambiente e l’Istituto di ricerca sulle acque del CNR hanno realizzato il database DESC (Database Ecotossicologico sulle Sostanze Chimiche), richiesto dalla normativa europea e da quella nazionale. Il DESC, in continua evoluzione, attualmente contiene circa 650 sostanze classificate come pericolose, con informazioni sulle loro caratteristiche. Sono state classificate le sostanze pericolose per l’ambiente, la salute umana, e quelle definite PBT (Persistenti, Bioaccumulabili e Tossiche). Altre sostanze sono state indicate con la sigla CMR (Cancerogene, Mutagene e Tossiche). La realizzazione del database è tale da permettere l’accesso alle informazioni anche alle persone comuni, senza una preparazione specialistica.

     La classificazione delle sostanze ecotossiche rispetta le indicazioni UE  (Regolamento CE n. 1272/2008, in vigore dal gennaio 2009). Nuova classificazione e nuova etichettatura saranno obbligatorie dal 1° giugno 2015. La ricerca nel database può essere fatta sia col nome della sostanza sia con quello del produttore o importatore. Un altro modo efficace di ricerca utilizza il numero CAS, cioè il numero che identifica in modo univoco ogni sostanza chimica. Il CAS è costituito da tre gruppi numerici separati da trattini: il primo gruppo può comprendere fino a sei cifre, il secondo solo due e l’ultimo una come controllo. Alcuni esempi:

Acetato di metile (C3H6O2), numero CAS: 79-20-9

Acido borico (H3BO3), numero CAS: 10043-35-3

Cloro (Cl2), numero CAS: 7782-50-5

Cromo (Cr), numero CAS: 7440-47-3

Esaclorobenzene (C6Cl6), numero CAS: 118-74-1

Per saperne di più: Introduzione al DESC; Elenco delle sostanze presenti nel DESC; Elenco delle principali informazioni che il database restituisce. Guida alla consultazione.

Home page per la ricerca delle sostanze.

Alcuni altri database presenti in rete: IUCLID; EUSES; REACH; OECD; ECHA; FOOTPRINT;

CSC/ISS; CTP/ISS.

Credit immagine: ec.europa.eu

 




Frasi H: indicazioni di pericolo

5 05 2014

      Riporto le frasi H (Hazard statements), “indicazioni di pericolo” contenute all’interno del Regolamento (CE) n. 1272/2008 (indicato anche con la sigla CLP – Classification, Labelling and Packaging of chemicals), relativo alla classificazione, l’etichettatura e l’imballaggio delle sostanze chimiche e delle miscele. Le frasi H hanno sostituito le più vecchie frasi R, ormai abrogate. Le indicazioni CE sono state recepite dall’Istituto Superiore di Sanità. Ogni frase è preceduta dalla lettera H associata ad un numero, che insieme costituiscono un codice univoco.

  • Pericoli fisici
  • H200 – Esplosivo instabile.
  • H201 – Esplosivo; pericolo di esplosione di massa.
  • H202 – Esplosivo; grave pericolo di proiezione.
  • H203 – Esplosivo; pericolo di incendio, di spostamento d’aria o di proiezione.
  • H204 – Pericolo di incendio o di proiezione.
  • H205 – Pericolo di esplosione di massa in caso d’incendio.
  • H220 – Gas altamente infiammabile.
  • H221 – Gas infiammabile.
  • H222 – Aerosol altamente infiammabile.
  • H223 – Aerosol infiammabile.
  • H224 – Liquido e vapori altamente infiammabili.
  • H225 – Liquido e vapori facilmente infiammabili.
  • H226 – Liquido e vapori infiammabili.
  • H227 – Liquido combustibile
  • H228 – Solido infiammabile.
  • H229 – Recipiente sotto pressione: può esplodere per riscaldamento.
  • H230 – Può scoppiare anche in assenza di aria.
  • H231 – Può scoppiare anche in assenza di aria, a elevata pressione e/o temperatura
  • H240 – Rischio di esplosione per riscaldamento.
  • H241 – Rischio d’incendio o di esplosione per riscaldamento.
  • H242 – Rischio d’incendio per riscaldamento.
  • H250 – Spontaneamente infiammabile all’aria.
  • H251 – Autoriscaldante; può infiammarsi.
  • H252 – Autoriscaldante in grandi quantità; può infiammarsi.
  • H260 – A contatto con l’acqua libera gas infiammabili che possono infiammarsi spontaneamente.
  • H261 – A contatto con l’acqua libera gas infiammabili.
  • H270 – Può provocare o aggravare un incendio; comburente.
  • H271 – Può provocare un incendio o un’esplosione; molto comburente.
  • H272 – Può aggravare un incendio; comburente.
  • H280 – Contiene gas sotto pressione; può esplodere se riscaldato.
  • H281 – Contiene gas refrigerato; può provocare ustioni o lesioni criogeniche.
  • H290 – Può essere corrosivo per i metalli.
  • Pericoli per la salute
  • H300 – Letale se ingerito.
  • H301 – Tossico se ingerito.
  • H302 – Nocivo se ingerito.
  • H303 – Può essere nocivo in caso di ingestione.
  • H304 – Può essere letale in caso di ingestione e di penetrazione nelle vie respiratorie.
  • H305 – Può essere nocivo in caso di ingestione e di penetrazione nelle vie respiratorie.
  • H310 – Letale per contatto con la pelle.
  • H311 – Tossico per contatto con la pelle.
  • H312 – Nocivo per contatto con la pelle.
  • H313 – Può essere nocivo per contatto con la pelle.
  • H314 – Provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari.
  • H315 – Provoca irritazione cutanea.
  • H316 – Provoca una lieve irritazione cutanea.
  • H317 – Può provocare una reazione allergica cutanea.
  • H318 – Provoca gravi lesioni oculari.
  • H319 – Provoca grave irritazione oculare.
  • H320 – Provoca irritazione oculare.
  • H330 – Letale se inalato.
  • H331 – Tossico se inalato.
  • H332 – Nocivo se inalato.
  • H333 – Può essere nocivo se inalato.
  • H334 – Può provocare sintomi allergici o asmatici o difficoltà respiratorie se inalato.
  • H335 – Può irritare le vie respiratorie.
  • H336 – Può provocare sonnolenza o vertigini.
  • H340 – Può provocare alterazioni genetiche.
  • H341 – Sospettato di provocare alterazioni genetiche.
  • H350 – Può provocare il cancro.
  • H351 – Sospettato di provocare il cancro.
  • H360 – Può nuocere alla fertilità o al feto.
  • H361 – Sospettato di nuocere alla fertilità o al feto.
  • H362 – Può essere nocivo per i lattanti allattati al seno.
  • H370 – Provoca danni agli organi.
  • H371 – Può provocare danni agli organi.
  • H372 – Provoca danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta.
  • H373 – Può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta.
  • Pericoli per l’ambiente
  • H400 – Molto tossico per gli organismi acquatici.
  • H410 – Molto tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.
  • H411 – Tossico per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.
  • H412 – Nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.
  • H413 – Può essere nocivo per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata.
  • H420 – Nuoce alla salute pubblica e all’ambiente distruggendo l’ozono dello strato superiore dell’atmosfera.
  • Informazioni supplementari sui pericoli
    1. Proprietà fisiche
  • EUH 001 – Esplosivo allo stato secco.
  • EUH 006 – Esplosivo a contatto o senza contatto con l’aria.
  • EUH 014 – Reagisce violentemente con l’acqua.
  • EUH 018 – Durante l’uso può formarsi una miscela vapore-aria esplosiva/infiammabile.
  • EUH 019 – Può formare perossidi esplosivi.
  • EUH 044 – Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato.
  • Proprietà pericolose per la salute
  • EUH 029 – A contatto con l’acqua libera un gas tossico.
  • EUH 031 – A contatto con acidi libera gas tossici.
  • EUH 032 – A contatto con acidi libera gas molto tossici.
  • EUH 066 – L’esposizione ripetuta può provocare secchezza o screpolature della pelle.
  • EUH 070 – Tossico per contatto oculare.
  • EUH 071 – Corrosivo per le vie respiratorie.
  • Proprietà pericolose per l’ambiente
  • EUH 059 – Pericoloso per lo strato di ozono.
  • Elementi dell’etichetta e informazioni supplementari per talune sostanze e miscele
  • EUH 201 – Contiene piombo. Non utilizzare su oggetti che possono essere masticati o succhiati dai bambini.
  • EUH 201A – Attenzione! Contiene piombo.
  • EUH 202 – Cianoacrilato. Pericolo. Incolla la pelle e gli occhi in pochi secondi. Tenere fuori dalla portata dei bambini.
  • EUH 203 – Contiene cromo(VI). Può provocare una reazione allergica.
  • EUH 204 – Contiene isocianati. Può provocare una reazione allergica.
  • EUH 205 – Contiene componenti epossidici. Può provocare una reazione allergica.
  • EUH 206 – Attenzione! Non utilizzare in combinazione con altri prodotti. Possono liberarsi gas pericolosi (cloro).
  • EUH 207 – Attenzione! Contiene cadmio. Durante l’uso si sviluppano fumi pericolosi. Leggere le informazioni fornite dal fabbricante. Rispettare le disposizioni di sicurezza.
  • EUH 208 – Contiene… Può provocare una reazione allergica.
  • EUH 209 – Può diventare facilmente infiammabile durante l’uso.
  • EUH 209A – Può diventare infiammabile durante l’uso.
  • EUH 210 – Scheda dati di sicurezza disponibile su richiesta.
  • EUH 401 – Per evitare rischi per la salute umana e per l’ambiente, seguire le istruzioni per l’uso.

 

 




Premio Nobel per la chimica 2013

9 10 2013

     Dopo in Nobel per la fisica attribuito qualche giorno fa allo scozzese Higgs e al belga Englert, per la “scoperta teorica di un meccanismo che contribuisce alla nostra comprensione dell’origine della massa delle particelle subatomiche” (leggi bosone di Higgs), ieri è stata comunicata anche l’assegnazione del premio Nobel per la chimica. 

Se il pronostico dei beneficiari dell’assegnazione del premio della fisica è stato rispettato, si sapeva poco dei candidati al Nobel per la chimica.

     La scelta dell’Accademia Reale svedese ha premiato l’austriaco Martin Karplus, il britannico Michael Levitt e l’israeliano Arieh Warshel per “lo sviluppo di modelli per l’analisi di molecole molto complesse”. In pratica i ricercatori hanno scoperto come descrivere al computer strutture e funzionamento di molecole molto grandi, come quelle di farmaci e proteine, simulando le loro reazioni altrimenti difficili da studiare.

Karplus ha 83 anni, di origine austriaca, è professore emerito dell’università americana di Harvard. Dopo essersi trasferito negli Stati Uniti a  23 anni, cominciò a lavorare al prestigioso Caltech (California Institute of Technology) ed ha anche insegnato all’università di Strasburgo.

Levitt invece, cittadino britannico, è di origine sudafricana ed ha 66 anni, lavora anche lui in  California ma all’università di Stanford.

Anche Warshel,  73enne, lavora nello stesso Stato, a Los Angeles alla University of Southern California. Di origini israeliane, ha anche la cittadinanza americana.

Le motivazioni del premio Nobel:

“Per creare dei modelli delle molecole, un tempo i chimici usavano sfere di plastica e bastoncini. Oggi usano il computer. Negli anni settanta Martin Karplus, Michael Levitt e Arieh Warshel hanno gettato le basi dei potenti programmi informatici che vengono usati per capire e prevedere i processi chimici. Questi modelli sono diventati fondamentali e sono alla base della maggior parte dei progressi compiuti dalla chimica.

Le reazioni chimiche avvengono alla velocità della luce. In una frazione di millisecondo gli elettroni saltano da un nucleo all’altro. La chimica tradizionale ha fatto fatica a seguire questi processi. Aiutati dei metodi introdotti da Martin Karplus, Michael Levitt e Arieh Warshel, i chimici di oggi usano i computer per studiare i processi chimici, come per esempio la fotosintesi delle piante.

Il lavoro di Karplus, Levitt e Warshel è rivoluzionario perché è riuscito a far lavorare la fisica tradizionale di Newton insieme alla fisica quantistica. In passato i chimici dovevano scegliere se usare l’una o l’altra. Il vantaggio della fisica classica era dovuto ai calcoli semplici e si potevano usare per creare modelli di molecole molto grandi. Ma non permetteva di simulare le reazioni chimiche. Per questo i chimici usavano la fisica quantistica, ma questi calcoli avevano bisogno di computer molto potenti e si potevano fare solo su molecole molto piccole.

I premi Nobel per la chimica 2013 hanno preso il meglio da entrambi i mondi e hanno creato metodi che sfruttano sia la fisica quantistica sia quella classica.
Oggi per i chimici il computer è diventato importante quanto la provetta. Le simulazioni sono così realistiche che possono permettere di prevedere il risultato degli esperimenti.” (Fonte: Nobelprize)

Il video dell’annuncio: http://www.youtube.com/watch?v=5c_mVYcGrxA&noredirect=1