Seralmente: si apre il ciclo di conferenze 2017-2018

12 10 2017

     Dopo la grande partecipazione di pubblico e di appassionati di Scienza e Tecnologia degli anni scorsi, ritornano le belle ed utilissime conferenze di alto livello scientifico “Seralmente”. Ricordo ancora una volta che gli organizzatori di questi eventi, cito il Dott. Michele Caponigro per tutti, lo fanno da anni con passione e a titolo gratuito.

     La prima conferenza si terrà venerdì 20 ottobre 2017 alle ore 21,00 presso l’Aula Magna di Agraria e Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino in Largo Paolo Braccini 2 (già Via Leonardo Da Vinci 44), Grugliasco, TO. Come sempre, per gli studenti interessati verrà rilasciato l’attestato di partecipazione e l’evento può essere inserito in un percorso di alternanza scuola e lavoro per le classi del triennio. Per partecipare, l’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti, è consigliata la prenotazione tramite email a seralmente@gmail.com oppure compilando il modulo che si apre all’indirizzo http://www.seralmente.com/penotazioneconferenza-ottobre.html .

     Il tema di questa prossima conferenza è tra quelli più coinvolgenti e più vicini alla vita quotidiana: “La Chimica: Bella e Potente”. Relatore sarà il Prof. Luigi Cerruti dell’Università degli Studi di Torino, che ripercorrerà le tappe cruciali di un secolo e mezzo di storia della Chimica. Con il permesso degli organizzatori, riporto l’abstract della conferenza.

Con un linguaggio semplice ed evocativo in questa conferenza si ripercorre quasi un secolo e mezzo di storia della chimica, dalla sintesi dell’indaco del 1882 fino ai giorni nostri. Nel Novecento la storia della chimica ha spesso incontrato quella della fisica e della biologia, con episodi cruciali quali la nascita della meccanica quantistica negli anni 1920 e la decifrazione del codice genetico negli anni 1960.

La bellezza conoscitiva e la potenza applicativa della chimica sono state alla base della nascita recente di discipline come la chimica verde e la chimica computazionale. L’aspetto storico più impressionante degli ultimi decenni è stato però la radicale riformulazione di temi di ricerca classici come quello dell’indagine sulla correlazione tra struttura e funzione delle proteine, dove ora è all’opera una scienza molecolare a cui contribuiscono chimici e fisici, biologi e informatici.”

Ulteriori informazioni su: http://www.seralmente.com/ o anche su https://it-it.facebook.com/people/Antonella-Bagnasco/100010026049452 .

La locandina:http://www.seralmente.com/files/Loc-ottobre-2017.pdf

Il pieghevole: http://www.seralmente.com/files/bro-ottobre-2017.pdf .

 

 




CV spassoso di Jacques Dubochet, premio Nobel per la Chimica 2017

10 10 2017

A quanti si prendono troppo sul serio, a coloro che presentano il proprio curriculum vitae di 15 e più pagine (ne ho visti) e ai dirigenti che richiedono curricula per assumere docenti e si inorgogliscono a leggere le quindici e più pagine che ho visto anch’io, segnalo il CV di Jacques Dubochet, al quale è stato assegnato il premio Nobel per la Chimica pochi giorni fa. Gli studenti comprenderanno l’ironia, l’estrema sintesi e il divertimento del Prof. Dubochet nel presentare il suo CV alla stampa e il suo vanto per essere stato il primo dislessico ufficiale nel Cantone di Vaud che gli “ha permesso di andare male in tutto ma anche di capire quelli che hanno difficoltà“. In realtà ha studiato e lavorato una vita ad altissimi livelli in diversi settori: Chimica, Fisica, Biologia, Microscopia elettronica. Col riconoscimento internazionale avuto pochi giorni fa, può permettersi questo ed altro.

Pochi giorni fa, considerato l’elevato afflusso di internauti, il sito dell’Università di Losanna ha ristretto l’accesso ai soli possessori di login.

Prof. Jacques Dubochet – Professore Onorario di Biofisica

Direttore precedente del Laboratorio di Analisi Ultrastrutturale (LAU) e del Centro di Microscopia Elettronica

Curriculum vitae

Ottobre 1941: Concepito da genitori ottimisti.

1946: Non teme più il buio, perché il Sole torna; è stato Copernico a spiegarcelo.

1948-1955: 1ª parte di una carriera scientifica sperimentale a Vallis e Losanna (strumenti: coltelli, aghi, corde, fiammiferi).

1955: Primo dislessico ufficiale nel cantone di Vaud - Questo mi ha permesso di andare male in tutto ma anche di capire quelli che hanno difficoltà.

1962: Esame di maturità federale.

1967: Ingegnere fisico presso EPUL per diventare biologo.

1968: Molto importante.

1969: Certificato di Biologia Molecolare a Ginevra per diventare biofisico. Ha cominciato a studiare la microscopia elettronica del DNA, che rimane il mio argomento principale.

1973: Tesi in biofisica a Ginevra e Basilea con Eduard Kellenberger che mi ha insegnato biofisica, responsabilità etiche e amicizia durevole.

1970 -76: Psicoanalisi molto classica.

1978: Responsabile del gruppo EMBL (Heidelberg); come introdurre l’acqua nella microscopia elettronica. Scoperta della vitrificazione dell’acqua e sviluppo della microscopia crio-elettrona.

1987: Professore all’Unil, Dipartimento di Analisi Ultrastrutturale.

1998: Presidente della sezione Biologia con la possibilità di eseguire questa assegnazione con Nicole Galland e Pierre Hainard e vivere in un momento in cui cose interessanti avvenivano nella biologia a Losanna.

2002: (inizio) Fine dell’assegnazione. Anno sabbatico in Australia, Germania e Parigi.

2004-7: Maturazione di CEMOVIS (microscopia crio-elettrona delle sezioni vitreose).

2007 Giugno: Colloquio di pensione.

Crediti: TVSvizzera, sito dell’Università di Losanna. Immagine: NDTV.com

 

 




Il TG Leonardo premiato per la divulgazione scientifica

9 10 2017

Il TG Leonardo di RAI 3, è stato premiato per la divulgazione scientifica. In particolare il “Premio Giulio Natta e Nicolò Copernico per la Ricerca Scientifica e l’Innovazione Tecnologia” del 2017, è stato assegnato alla nota giornalista Silvia Rosa Brusin, con la seguente motivazione:

Il Comitato Promotore dei Premi Natta e Copernico conferisce, per l’edizione 2017, il Premio Copernico per la divulgazione scientifica alla Dottoressa Silvia Rosa-Brusin per la sua eccellente opera di divulgatore scientifico delle scienze pure ed applicate e delle tecnologie innovative. La divulgazione scientifica operata della Dottoressa Silvia Rosa-Brusin, con la significativa ed importante trasmissione televisiva Leonardo di RAI 3, permette di arrivare ad una vasta platea di telespettatori favorendo la fruizione di importanti conoscenze scientifiche e tecnologiche di attualità. La trasmissione Leonardo di RAI 3 mirabilmente organizzata dalla Dottoressa Silvia Rosa-Brusin riesce a rendere semplici, senza mai scendere nel banale, concetti difficili e a volte ostici relativi a scoperte scientifiche. Il rigore adoperato da Leonardo favorisce una corretta informazione per tutti i telespettatori di qualsiasi livello culturale. Le tematiche scelte dalla Dottoressa Silvia Rosa-Brusin vengono costantemente attinte dalla letteratura scientifica con il massimo livello di impatto. Le diverse attività della Dottoressa Silvia Rosa-Brusin nel settore della divulgazione scientifica, sempre di eccellente livello, permettono alla Giuria di assegnarLe il Premio Copernico per la divulgazione scientifica. Il Premio consiste in un bronzetto di un Maestro d’Arte.” Il Premio è stato consegnato qualche giorno fa a Ferrara.

     Il TG Leonardo, in onda su RAI e dalle 14,50 alle 15,00 dal lunedì al venerdì è fortemente consigliato anche per gli studenti. Crediti: http://www.preminattacopernico.it/?page_id=1695 .

Gli altri premiati di quest’anno, per i vari ambiti della Scienza e della Ricerca, sono:

Prof. Francesco M. E. Sannicolò, Dott. Tito Panciera e Dott. Luca Azzolin, Dott.ssa Ximena Maria Muresan, Dr. Gacomo Ferretti, Dr. Giacomo Gadda, Dott.ssa Laura Casarin, Dott.ssa Elena Dorato, Dott.ssa Alba Clara Sarti. Crediti: http://www.preminattacopernico.it/?page_id=1691 . Per saperne di più: http://www.preminattacopernico.it/ .

Per consultare l’archivio delle puntate del TG Leonardo: TG Leonardo della Scienza e dell’Ambiente.




L’ora di Chimica a Settimo Torinese

7 10 2017

Il Festival delle Scienze di Settimo Torinese, giunto quest’anno alla quinta edizione, sarà aperto domani sera da uno spettacolo di Elio, quello della celebre band delle storie Tese. I biglietti però sono ormai esauriti.

     Il tratto unificante di quest’anno per i 150 appuntamenti (Conferenze, laboratori, spettacoli, dimostrazioni, caffè scientifici, … ) del Festival è “Ora di Chimica”. La Chimica è un settore molto importante per la città di Settimo: Sono molte infatti le aziende di Settimo che si occupano di gomma, plastica e Chimica. Lo stesso Primo Levi, qualche anno dopo il ritorno dal campo di concentramento, nel 1948, incominciò a lavorare come chimico per la Siva (Società industriale vernici e affini) a Settimo e vi rimase per oltre vent’anni. Video: Siva con breve intervista a Primo Levi. Propongo anche Eugenio Allegri che legge “Carbonio”, l’ultimo capitolo del “Sistema periodico”, di Primo Levi.

     Le manifestazioni del Festival coinvolgono anche Torino e altre città dell’area metropolitana torinese: Rivoli, Moncalieri, Grugliasco, Collegno e Castiglione Torinese. Per le scuole sono particolarmente interessanti i laboratori previsti nella settimana dal 16 al 20 ottobre.

     Video di presentazione del Festival dell’Innovazione e della Scienza, nella Sala “Primo Levi” della Biblioteca Archimede di Settimo, lo scorso 5 ottobre.

     La Chimica quindi è il tema portante del Festival, i cui eventi sono concentrati prevalentemente tra il 15 e il 22 ottobre. Alcuni titoli degli eventi in programma: “La Scienza della carne: la Chimica della bistecca e dell’arrosto”; “Cibo, Chimica e sensi”; “Chimica spettacolare”; “La Chimica verde”; “Molecole Greentose”; “Il Teatro dell’Acqua”; “Perché esplodono gli smartphone?”; “L’importanza dei pneumatici della F1 2017”; Nanomateriali e Ambiente: dall’energia alla rimozione dei contaminanti”; “Le nuove celle solari sostituiranno il silicio?”; “Cioccolato cibo degli dei: scienza e credenze”; “C.S.I. La scena del crimine”; “Luce, reazioni chimiche e nanoparticelle per la diagnosi e la cura dei tumori” e tanto altro ancora.

Consulta il sito Festivaldellinnovazione per i vari appuntamenti e le dirette video di molte manifestazioni. 




Nobel per la Fisica 2017 alle onde gravitazionali e quello per la Chimica alla microscopia crioelettronica

4 10 2017

      Le onde gravitazionali previste da Einstein cento anni fa e scoperte da gruppi di ricercatori due anni fa hanno portato il Premio Nobel a tre statunitensi: Rainer Weiss (di origine tedesca) ma al Mit di Harvard, Barry C. Barish e Kip S.Thorne, entrambi al Caltech. L’annuncio è stato dato ieri e nelle motivazioni dell’assegnazione del premio viene menzionato anche il Progetto Virgo di Cascina, vicino Pisa che ha consentito di confermare la rilevazione delle onde già individuate dai due interferometri statunitensi Ligo e determinarne la regione dell’Universo di provenienza. Anche se non è stato premiato alcun italiano c’è stato un riconoscimento internazionale alla ricerca italiana. Per saperne di più: Rivista Focus e video Know How, Nobel per la Fisica 2017.

      Il premio Nobel per la Chimica annunciato oggi, invece, è stato assegnato a Jacques Dubochet, Joachim Frank e Richard Henderson per la microscopia crioelettronica che ha consentito di esplorare in modo tridimensionale la struttura delle molecole biologiche. Questa tecnica ideata circa venti anni fa e perfezionata gradualmente può applicarsi a molti campi della ricerca microscopica: dallo studio dei batteri a quello dei virus e alle molecole che si trovano sulla loro superficie.

      La microscopia crioelettronica consente una visualizzazione molto più dettagliata, tridimensionale e nitida delle biomolecole dopo averle portate molto velocemente alla temperatura di congelamento. Questa nuova tecnica permette di superare quella della cristallografia a raggi X, sviluppata negli anni 50 del secolo scorso e che consentì, tra l’altro, gli studi di Rosalind Franklin che portarono alla scoperta della struttura a doppia elica del DNA a Watson e Crick e la tecnica della risonanza magnetica sviluppata negli anni ’80. Per approfondire: Le Scienze , video rds.it, video Repubblica.it .




Onde gravitazionali captate anche in Italia

28 09 2017

     Prosegue il cammino verso una maggiore conoscenza dell’Universo. Ieri, all’apertura del G7 della Scienza a Venaria Reale (TO), è stato dato l’annuncio della rilevazione di un nuovo evento di onde gravitazionali. Questa volta le onde, oltre che dagli interferometri gemelli statunitensi di LIGO (uno a Livingstone, in Louisiana, e l’altro a Hanford, Washington), sono state registrate anche in Italia dall’interferometro del progetto europeo Advanced VIRGO, situato a Cascina vicino Pisa e costruito in collaborazione tra l’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) e il CNRS francese. È la quarta volta che si rilevano onde gravitazionali, ma disporre di tre interferometri che lavorano in parallelo consente una maggiore individuazione della sorgente delle onde ed una migliore raccolta ed elaborazione dei dati.

     I dati statunitensi e quelli italiani sono concordi: l’onda gravitazionale ha attraversato l’intero pianeta Terra ed è stata emessa dalla fusione turbinosa di due buchi neri, dalle dimensioni rispettivamente di 25 e 31 masse solari, lontani dalla Terra circa 1,8 anni luce. Secondo gli studiosi, la massa complessiva del nuovo buco nero sarebbe di 53 masse solari e non 56 perciò la materia equivalente a ben tre masse solari si sarebbe convertita in onde gravitazionali e, forse, in qualche altra cosa.

     Il G7 Scienza è iniziato con un annuncio sensazionale quindi, frutto della collaborazione tra le due grandi infrastrutture tecnologiche statunitensi ed europee che aumentano il potenziale di ricerca per una maggiore comprensione dei fenomeni dell’Universo.

     I dati raccolti consentono anche di orientare opportunamente le parabole dei vari osservatori sparsi in diversi luoghi della Terra, soprattutto quelli sulle Ande sudamericane.

     Le onde gravitazionali sono il frutto delle increspature causate da eventi catastrofici che coinvolgono enormi masse nell’Universo, con effetti su quattro dimensioni: le tre dello spazio e il tempo, quindi si ha un’unica nuova dimensione, lo spazio-tempo, prevista insieme alle onde gravitazionali circa un secolo fa da Albert Einstein nella teoria della relatività generale.

Per approfondire, alcuni video: TeleGalileo dentro l’interferometro Virgo di Cascina. Terza rilevazione di onde gravitazionali per LIGO. Superquark: onde gravitazionali.




Fumetto “Astroparticelle, una materia molto oscura”

23 09 2017

     Alcuni anni fa, in occasione della celebrazione dei 400 anni dalla costruzione ed utilizzo del primo cannocchiale da parte di Galileo Galilei, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), uno dei principali enti internazionali che si occupano di spazio e astronomia, ha prodotto un fumetto destinato a studenti e adulti sulle particelle e gli astri. Il fumetto, divertente e ricco di contenuti, è stato curato da Ettore Perozzi e Anna Parisi ma hanno partecipato scienziati dell’ASI, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e di Telespazio. La prefazione è di Margherita Hack, ormai scomparsa, e le illustrazioni sono di Fabio Magnasciutti. Il risultato è stato un godibilissimo fumetto dal contenuto scientifico chiaro e rigoroso, adatto al pubblico di ogni età e agli studenti di istituti secondari.

     Si parte dal concetto di materia e di atomo nell’antichità e si prosegue con l’evoluzione della teoria atomica e la scoperta delle particelle subatomiche. Si continua con i quark, l’antimateria e le particelle elementari, l’evoluzione delle stelle e gli strumenti dell’astronomia, i buchi neri, l’energia, il CERN, la materia oscura, le galassie e altro ancora. Le pagine finali contengono un po’ di enigmistica e un’utile sitografia.

     Per i curiosi, gli interessati di ogni età e per chi vuole avere una carta in più durante verifiche ed interrogazioni delle materie scientifiche: Astroparticelle: una materia molto oscura.




Rischio chimico: vecchi e nuovi pittogrammi

11 09 2017

 

 

      Questo breve post, lungi dall’essere esaustivo sull’argomento, si prefigge di informare gli studenti che in questo inizio d’anno scolastico affronteranno per la prima volta il corso di chimica. Il tema è il rischio delle sostanze e miscele chimiche pericolose. Per approfondimenti si possono cercare in rete i Regolamenti REACH, CLP, UE n. 453/2010 e i riferimenti al Titolo IX, Capo I, del D.Lgs. 81/2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, Istituti scolastici compresi.

     L’immagine in basso mostra un confronto fra i vecchi e i nuovi simboli (pittogrammi) che devono essere presenti sulle etichette delle sostanze chimiche prodotte, importate o commercializzate in Europa.

     In un precedente post ho fatto riferimento alle vecchie frasi di Rischio R e Consigli di Prudenza S, sostituiti rispettivamente dalle nuove Indicazioni di Pericolo (Frasi H) e Consigli di Prudenza (Frasi P).

     Segnalo che le sostanze chimiche alle quali si riferiscono i vecchi e nuovi pittogrammi sono presenti in molti prodotti di uso comune, oltre che nei vari settori industriali: chimica, costruzioni, tessile, agricoltura, alimentazione, informatica, lavorazione dei metalli, smaltimento e riciclaggio dei rifiuti ecc. Tra i materiali di uso quotidiano che necessitano delle indicazioni di rischio, alcuni anche a scuola, ci sono: detersivi, materiali per le pulizie in generale, alcuni materiali di cancelleria, materiali utilizzati nel laboratorio di chimica e biologia, smalti per metallo e legno, colori utilizzati per i tatuaggi, sostanze emanate dai mobili soprattutto se nuovi, idrocarburi, cosmetici, ecc.

     L’Unione Europea, negli ultimi anni, oltre ad emanare il Regolamento REACH che stabilisce regole comuni su registrazione, importazione e commercio di sostanze, ha costituito anche l’Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche (ECHA, sito in italiano) che ha sede nella capitale della Finlandia, Helsinki. L’ECHA coordina e controlla che i Paesi membri attuino i nuovi regolamenti sulle sostanze chimiche. Per aumentare il livello di protezione della salute umana, degli altri viventi e dell’ambiente, è stato emanato anche il Regolamento CLP (Classification, Labelling and Packaging), entrato in vigore nel 2009. In Italia la legislazione in materia di sicurezza è stata armonizzata con il Decreto legislativo 81/2008.

Crediti immagine: Tecna Parma (Ambiente, Sicurezza, Qualità, Medicina). Video: Regolamento CLP e nuovi pittogrammi, di Marina Feriotti. Un video più dettagliato: L’etichettatura GHS-CLP, di Graziano Pitis.




La produzione chimica in Europa e nel mondo

7 09 2017

     Il settore dell’industria chimica per molti decenni in Europa è stato all’avanguardia nel mondo. La produzione chimica europea era circa un terzo di quella mondiale.

     Nell’ultimo decennio, anche a causa della crisi economica e finanziaria che ha colpito soprattutto i Paesi occidentali e dalla quale l’Europa sta uscendo solo adesso, la produzione del settore chimico in Europa è calata al 15% circa. Di pari passo i Paesi Emergenti (BRICS, Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), anche grazie alle regole di produzione meno rigorose, alla minore attenzione dell’impatto produttivo sull’ambiente e al basso costo della manodopera, hanno aumentato di molto la produzione, sia per i consumi interni sia per le esportazioni. La Cina in particolare, da 2007 al 2016 ha aumentato la sua produzione di materiali chimici dal 12% al 40% circa della quota mondiale.

     Anche in questo settore, purtroppo, l’Europa ha perso il suo ruolo di leadership. Nel vecchio continente rimangono i maggiori centri di ricerca chimica specialistica, mentre per la chimica di base ormai, per quantità di produzione la fanno da padrone i Paesi emergenti.

     Nel settore della petrolchimica poi l’Europa, e l’Italia in particolare, non investono da un paio di decenni, né nel settore pubblico con ENI né in quello privato.

Riferimenti: Ilsole24ore; Federchimica




Fipronil nelle uova

1 09 2017

     Anche l’Italia è stata toccata dalla psicosi delle uova al Fipronil (formula bruta o molecolare: C12H4Cl2F6N4OS). Lo scandalo è partito da Olanda e Belgio dove sono state trovate grosse quantità di uova e prodotti derivati contaminati da questo insetticida utilizzato contro un acaro (pidocchio rosso) in alcuni allevamenti di galline ovaiole. Poi il problema si è allargato a ben quindici Paesi europei che hanno importato questi prodotti.

     La situazione, amplificata dai mezzi di informazione, ha allarmato anche le autorità e i consumatori italiani. Un allarme giustificato? L’allarme forse sì, la psicosi e la rinuncia al consumo moderato di uova no.

     Il motivo è nella sostanza stessa: il Fipronil è il nome commerciale del fluocianobenpirazolo, un blando insetticida a lenta azione utilizzato contro i parassiti degli animali domestici. Il prodotto in Europa però è vietato negli allevamenti animali della catena alimentare: non avrebbe dovuto essere usato, volontariamente o accidentalmente, negli allevamenti delle galline ovaiole, né dovrebbe essere utilizzato negli allevamenti avicoli da carne.

     I residui trovati nelle uova sono motivo di preoccupazione perché l’effetto tossico di questa sostanza chimica, come spesso accade, è legato alla quantità. Consumare un elevato numero giornaliero di uova o derivati può essere dannoso per l’organismo, ma non solo per gli effetti del Fipronil in caso di contaminazione, anche perché ciò non corrisponde ad una corretta alimentazione.

     Accertato ormai che non si tratta di un problema di contaminazione generale delle uova ma di casi particolari che hanno interessato anche l’Italia, come si legge nel fascicolo della FAO, il Fipronil è moderatamente tossico in piccole quantità, perciò bisogna certamente intervenire dove ci sono stati errori nell’utilizzo del prodotto ma non ingigantire i possibili effetti nocivi del consumo di uova che, comunque, non sono superiori a quelli del consumo elevato di carni che a loro volta possono non essere esenti da sostanze chimiche per la prevenzione di malattie, utilizzate in certi allevamenti. Come al solito la differenza la fa la quantità di sostanza, in genere proporzionale alla quantità di prodotto consumato.

     Le Istituzioni preposte alla tutela dei prodotti alimentari e alla salute umana, in Italia soprattutto, sono abbastanza vigili quindi si può avere fiducia nei comunicati informativi che sono stati diramati nelle scorse settimane.

     Ritornando all’aspetto chimico, il fluocianobenpirazolo ha un nome IUPAC lunghissimo e quasi impronunciabile: 5 ammino-1-fenil-2,6-dicloro-4-(trifluorometil)-4(trifluorometilsulfinil)-1H-pirazolo-3-carbonitrile. I simboli di rischio chimico o pittogrammi di pericolo, codificati dall’European Chemicals Bureau, per questa sostanza, sono abbastanza severi: tossico a lungo termine, tossico acuto, pericoloso per l’ambiente. Per questo non dovrebbe mai essere utilizzato nella catena alimentare.

Brevi video informativi: Rainews; Huffingtonpost. Crediti immagine: wikipedia.