Mercurocromo o merbromina

1 03 2018

Parlando della pericolosità del cromo per la salute umana e per l’ambiente (vedi anche Acqua contaminata da cromo ) e, per altri versi, dell’utilità del cromo nelle leghe e nel processo di “cromatura” per molti manufatti (ad esempio le rubinetterie), qualche studente mi ha chiesto “perché allora si usa mercurocromo per disinfettare piccole ferite?” 

     Mercurocromo è il nome commerciale della merbromina, un composto organico a base di mercurio e bromo, che non contiene cromo come invece può sembrare dal nome. Per una maggiore comprensione propongo la formula bruta o molecolare: C20H8Br2HgNa2O6 . È evidente l’assenza del cromo e la presenza di un altro elemento tossico: il mercurio. La formula di struttura evidenzia che l’atomo di mercurio è legato da una parte all’anello benzenico e dall’altra ad un gruppo ossidrile. I nomi commerciali di alcuni prodotti quindi possono trarre in inganno sulla loro composizione chimica.

     La merbromina, nome IUPAC da scioglilingua: dibromoidrossimercurifluoresceina, è un composto utilizzato nelle piccole ferite ed abrasioni come antisettico (antimicrobico o antibiotico) per uso locale, perché agisce sia sui batteri Gram-positivi che Gram-negativi. Si usa in piccole quantità, pochissime gocce, e forma sulla pelle trattata una caratteristica colorazione rossastra.

     Le caratteristiche antisettiche del composto furono scoperte nel 1919. Oggi in alcuni Paesi (Stati Uniti dal 1998, Brasile dal 2001) la vendita della merbromina ad uso farmacologico è vietata in considerazione della presenza del mercurio nel composto, mentre in altri è ancora consentita.La tossicità del mercurio è ormai accertata perché l’elemento si lega ad alcune molecole organiche, proteine ed enzimi soprattutto, alterandone le funzioni. Sul “bugiardino” del mercurocromo si legge che “Il prodotto è solo per uso esterno. L’uso, specie prolungato, dei prodotti per uso topico può dare origine a fenomeni di sensibilizzazione, in tal caso interrompere il trattamento e consultare il medico per istituire una idonea terapia.”

     Anche in alcuni grandi Stati europei comunque (Germania, Regno Unito) si discute sull’eventuale proibizione del composto: si ritiene che in commercio ci siano altri prodotti senza mercurio che svolgono lo stesso effetto battericida e siano meno tossici. N.B. Il presente post non ha alcun valore di carattere farmacologico ma è solo divulgativo.

Per corrette informazioni sui prodotti farmacologici: http://www.agenziafarmaco.gov.it/ .