Conferenza Seralmente: “Cosmo e Microcosmo: un viaggio nel mondo delle particelle elementari e delle onde gravitazionali”

19 03 2018

     A proposito di cosmologia, dopo la morte di Stephen Hawking, riportata dai media di tutto il mondo, nel nostro piccolo Piemonte segnalo a studenti, docenti e cittadini curiosi il ritorno primaverile del prestigioso ciclo di conferenze “Seralmente”.

     La prossima conferenza riguarda “Cosmo e microcosmo: un viaggio nel mondo delle particelle elementari e delle onde gravitazionali” ed ha un relatore d’eccezione: il Prof. Luciano Maiani  (La Sapienza Università di Roma e INFN), ex Direttore del CERN di Ginevra.

     La conferenza divulgativa è organizzata dall’IIS “Majorana” di Grugliasco, in collaborazione con l’Università di Torino e con il Comune di Grugliasco. L’evento è previsto per venerdì 13 aprile alle ore 21,00 e sarà aperto da interventi di ospiti istituzionali e della cultura.

     Luogo della Conferenza: Aula Magna di Agraria e  Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino (568 posti),  Largo Paolo Braccini 2 (già Via Leonardo da Vinci 44), 10095 Grugliasco (TO).

     Attestato di partecipazione: si rilascia su richiesta e sarà inviato successivamente online. L’evento può essere inserito anche nel percorso di alternanza scuola-lavoro, pertanto è fortemente consigliato per gli studenti del triennio di istituti secondari superiori.

Ingresso libero, gratuito e aperto a tutti, fino ad esaurimento posti.

Consigliata la Prenotazione: è effettuata in automatico mediante l’inoltro di una e-mail a: seralmente@gmail.com non oltre il 12 Aprile 2018.

Ampio parcheggio interno/esterno. Il parcheggio interno è al civico n. 5 di Largo Paolo Braccini.

Moderatore della serata: Dott. Michele Caponigro.

Per raggiungere l’aula magna; L’abstract della conferenza; La locandina.

 




Stephen W. Hawking

15 03 2018

Stephen Hawking (1942-2018), grande scienziato e divulgatore, da ieri non c’è più. Lo studioso dei buchi neri, dell’origine dell’Universo e del tempo, l’ideatore della teoria del tutto a caccia di un’equazione matematica che spiegasse l’Universo stesso, ha ricevuto l’omaggio delle maggiori istituzioni scientifiche del pianeta e di singoli scienziati.  La NASA lo definisce un “ambasciatore della Scienza”, l’Università di Cambridge, dove era titolare della cattedra lucasiana di matematica (la stessa di Isaac Newton), ricorda una sua frase: “Guardate le stelle invece dei vostri piedi”. In rete sono numerosissimi i tweet che ricordano l’uomo di scienza.

Riporto un breve brano di una delle sue pubblicazioni: “Dal Big Bang ai buchi neri” del 1988, pubblicato in Italia da BUR (Biblioteca Universale Rizzoli), Scienza. 

Nel corso degli anni Settanta mi sono occupato principalmente dei buchi neri, ma nel 1981 il mio interesse per gli interrogativi sull’origine e il destino dell’universo furono richiamati in vita mentre partecipavo a un convegno sulla cosmologia organizzato dai gesuiti in Vaticano. La Chiesa cattolica aveva compiuto un grave errore nella vicenda di Galileo quando aveva tentato di dettar legge su una questione scientifica, dichiarando che era il Sole a orbitare attorno alla Terra e non viceversa. Ora, a qualche secolo di distanza, aveva deciso di invitare un certo numero di esperti per farsi dare consigli sulla cosmologia. Al termine del convegno i partecipanti furono ammessi alla presenza del santo padre. Il Papa ci disse che era giustissimo studiare l’evoluzione dell’universo dopo il Big Bang, ma che non dovevamo cercare di penetrare i segreti del Big Bang stesso perché quello era il momento della Creazione e quindi l’opera stessa di Dio. Fui lieto che il Papa non sapesse quale argomento avessi trattato poco prima nella mia conferenza al convegno: la possibilità che lo spazio-tempo fosse finito ma illimitato, ossia che non avesse alcun inizio, che non ci fosse alcun momento della Creazione. Io non provavo certamente il desiderio di condividere la sorte di Galileo, pur essendo legato a lui da un forte senso di identità, dovuto in parte alla coincidenza di essere nato esattamente 300 anni dopo la sua morte!” (pag. 136, 137). 

     Nel 2007 è stato per una settimana a Padova, nell’Università e nei locali dove insegnò Galileo. Tra le altre sue pubblicazioni, segnalo i saggi: Buchi neri e universi neonati e altri saggi (Black Holes and Baby Universes and Other Essays, Bantam Books, 1993; L’universo in poche parole (The Universe in a Nutshell, Bantam Press, 2001; Insieme a Roger Penrose “ La natura dello spazio e del tempo (The Nature of Space and Time), Bureau Biblioteca Univ. Rizzoli, 2002; On The Shoulders of Giants. The Great Works of Physics and Astronomy” , Running Press, 2002; Insieme a Leonard Mlodinow “ La grande storia del tempo” (A Briefer History of Time, Bantam Books, 2005; Insieme a Leonard MlodinowIl grande disegno” (The Grand Design, Bantam Books, 2010).

Per chi vuole saperne di più sulla sua biografia: https://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_Hawking . Un breve video con le sue domande sull’universo a TED 2008Crediti immagine: Daily Mirror.

 

 

 




Mappa essenziale sulla classificazione dei minerali

11 03 2018

 

Classificazione dei minerali. Selezionare per ingrandire.

     Propongo una mappa essenziale sulla classificazione dei minerali, presentata nel 1957 da Karl Hugo Strunz (1910-2006) mineralogista tedesco, poi modificata anche dal canadese Ernest H. Nickel (1925-2009) e adottata dall’International Mineralogical Association. La versione più recente è la nona edizione e risale al 2001.

Secondo questa classificazione, i minerali oggi conosciuti (oltre 3.000) vengono suddivisi nelle seguenti nove classi:

I – Elementi nativi

II – Solfuri e derivati

III – Alogenuri

IV – Ossidi e idrossidi

V – Carbonati, nitrati e borati

VI – Solfati, cromati, molibdati, wolframati

VII – Fosfati, arseniati, vanadati

VIII – Silicati

IX – Minerali organici

     Per ogni classe segnalo il nome di un minerale e la relativa immagine ridotta. Per ingrandire la mappa, selezionarla. Per saperne di più: . Scienze della natura e i relativi link. Vedi anche: Società Italiana di Mineralogia e Petrologia. Associazione Mineralogica Internazionale.




Mercurocromo o merbromina

1 03 2018

Parlando della pericolosità del cromo per la salute umana e per l’ambiente (vedi anche Acqua contaminata da cromo ) e, per altri versi, dell’utilità del cromo nelle leghe e nel processo di “cromatura” per molti manufatti (ad esempio le rubinetterie), qualche studente mi ha chiesto “perché allora si usa mercurocromo per disinfettare piccole ferite?” 

     Mercurocromo è il nome commerciale della merbromina, un composto organico a base di mercurio e bromo, che non contiene cromo come invece può sembrare dal nome. Per una maggiore comprensione propongo la formula bruta o molecolare: C20H8Br2HgNa2O6 . È evidente l’assenza del cromo e la presenza di un altro elemento tossico: il mercurio. La formula di struttura evidenzia che l’atomo di mercurio è legato da una parte all’anello benzenico e dall’altra ad un gruppo ossidrile. I nomi commerciali di alcuni prodotti quindi possono trarre in inganno sulla loro composizione chimica.

     La merbromina, nome IUPAC da scioglilingua: dibromoidrossimercurifluoresceina, è un composto utilizzato nelle piccole ferite ed abrasioni come antisettico (antimicrobico o antibiotico) per uso locale, perché agisce sia sui batteri Gram-positivi che Gram-negativi. Si usa in piccole quantità, pochissime gocce, e forma sulla pelle trattata una caratteristica colorazione rossastra.

     Le caratteristiche antisettiche del composto furono scoperte nel 1919. Oggi in alcuni Paesi (Stati Uniti dal 1998, Brasile dal 2001) la vendita della merbromina ad uso farmacologico è vietata in considerazione della presenza del mercurio nel composto, mentre in altri è ancora consentita.La tossicità del mercurio è ormai accertata perché l’elemento si lega ad alcune molecole organiche, proteine ed enzimi soprattutto, alterandone le funzioni. Sul “bugiardino” del mercurocromo si legge che “Il prodotto è solo per uso esterno. L’uso, specie prolungato, dei prodotti per uso topico può dare origine a fenomeni di sensibilizzazione, in tal caso interrompere il trattamento e consultare il medico per istituire una idonea terapia.”

     Anche in alcuni grandi Stati europei comunque (Germania, Regno Unito) si discute sull’eventuale proibizione del composto: si ritiene che in commercio ci siano altri prodotti senza mercurio che svolgono lo stesso effetto battericida e siano meno tossici. N.B. Il presente post non ha alcun valore di carattere farmacologico ma è solo divulgativo.

Per corrette informazioni sui prodotti farmacologici: http://www.agenziafarmaco.gov.it/ .