Avvelenamento da tallio

8 12 2017

     Nel post “Una regione molto pericolosa” ho già accennato al pericolo di alcuni elementi chimici, tra cui il tallio. Ma il recentissimo, grave fatto di cronaca che ha interessato la Brianza mi induce a ritornare su quest’elemento.

Di questo episodio colpiscono la lunga premeditazione per gli omicidi aggravati dal vincolo di parentela, la spregiudicatezza, le conoscenze sulla pericolosità del tallio e la facilità con cui è stato acquistato.

     Come ho già scritto alcuni anni fa, la pericolosità del tallio (simbolo Tl, scoperto da William Crookes nel 1865, famoso soprattutto per il suo “tubo”) è ancora più elevata rispetto a quella del cadmio. Il tallio infatti si può presentare come ione monovalente (Tl+) o trivalente (Tl3+). Nel primo caso, nel nostro organismo viene confuso facilmente con il potassio (K+), nel secondo caso con altri cationi ed entra facilmente nei processi biochimici cellulari. Ad esempio il tallio interferisce pesantemente, creando gravi danni, con la “pompa sodio-potassio” e con i legami tra gli amminoacidi che formano le strutture secondarie, terziarie e quaternarie delle proteine. Contrariamente al cadmio che esercita la sua azione prevalentemente sulle ossa, il tallio agisce sull’intero organismo, senza alcuna predilezione tra i vari sistemi di organi. Per i loro effetti mortali anche in piccole quantità e per la difficoltà nel diagnosticarli, tallio e polonio sono considerati i “veleni delle spie”. Gli usi prevalenti del tallio riguardano il settore degli insetticidi e quello dei fuochi d’artificio ed essendo tossico non deve essere ingerito. Fino agli anni ’70 e ’80 del secolo scorso è stato utilizzato come veleno nelle esche per i roditori, poi vietato, prima negli Stati Uniti e successivamente in altri Paesi per diversi incidenti mortali per ingestione accidentale. Però esiste un antidoto per avvelenamenti non gravi, individuati per tempo: decontaminazione intestinale anche con lavanda gastrica e somministrazione del ferrocianuro ferrico (formula bruta: K4Fe(CN)6·3H2O) detto anche Blu di Prussia. (N.B.: Queste informazioni sono puramente didattiche e divulgative, pertanto non hanno alcun valore medico o farmacologico!

Per approfondire: Tavola periodica:Tallio. Da Messaggero Veneto: Veleno tallio.


Azioni

Informazioni



Lascia un commento

You can use these tags : <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Codice di sicurezza: