Pericolosità del gas radon

25 11 2017

     L’Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto, da qualche anno ha mappato le aree della regione a rischio radon. Sono state definite “aree a rischio quelle in cui almeno il 10% delle abitazioni è stimato superare il livello di riferimento di 200 Bq/m3 “. Nella cartina a lato sono considerate aree a rischio quelle con i colori rosso scuro e marrone.

     Il radon (Rn) è un gas nobile e radioattivo, numero atomico 86, scoperto nel 1898 da Pierre e Marie Curie. Generalmente proviene dal decadimento radioattivo del radio, che a sua volta è generato dal decadimento dell’uranio. Essendo esso stesso radioattivo, i vari isotopi del radon (i più “stabili” sono almeno sette) decadono trasformandosi in polonio e bismuto. L’isotopo più stabile è il radon-222 ed è utilizzato anche in radioterapia.

     Il numero atomico 86 e il numero di massa di 222 dalton indicano che si tratta di un gas molto pesante che tende ad accumularsi nei locali bassi degli edifici: cantine, box, tavernette, seminterrati. Se inalato, il radon è un gas pericoloso per la salute umana e nelle zone a rischio può essere una delle principali cause di tumori ai polmoni, a parte il rischio ancora più elevato dovuto al fumo di tabacco. Alcuni studi hanno anche evidenziato una preoccupante sinergia tra le due cause. Un metodo di prevenzione nei confronti di questo gas consiste nell’aerazione degli ambienti, soprattutto nei casi in cui questi siano interrati o a contatto diretto col terreno. Nella costruzione di nuove abitazioni nelle aree a rischio radon moderato e elevato si possono utilizzare basamenti con materiali impermeabili al radon, oltre a prevedere sempre opportuni sistemi di aerazione.

     Per informazioni sulle precauzioni da adottare per difendersi da questo gas, scarica l’opuscolo dell’Arpa-Veneto (1,2 Mb) oppure vedi anche come si bonifica e domande e risposte sul radon.

     Il trattato per l’energia atomica (Euratom) dell’Unione Europea, firmato nel 1957 a Roma, è stato seguito da diverse direttive che per le nuove abitazioni raccomandano un valore massimo di concentrazione di radon all’interno delle abitazioni private di 200 Bq/m3 , per quelle già esistenti il valore sale a 400 Bq/m3 . Per approfondire: Cosa dice la normativa . Crediti immagini 1 e 3: ARPA.Veneto.

Video sulla pericolosità del gas radon di Triveneta Network.




I composti

14 11 2017

  Per proseguire, dopo il post precedente, propongo uno schema essenziale sui composti, cioè sulle sostanze costituite da due o più elementi combinati insieme. Bisogna ricordare che si conoscono oltre un milione di composti chimici e che la quasi totalità delle sostanze conosciute sono composti, ciascuno con una composizione fissa che lo caratterizza. Questa composizione viene espressa in percentuale di ciascun elemento su 100 grammi di composto, dopo essere stata determinata sperimentalmente con varie tecniche di analisi. Se si considera come esempio lo zucchero da tavola (saccarosio, un disaccaride), risulta costituito in massa per il 42,11% da carbonio, il 51,46% da ossigeno e il 6,43% da idrogeno. Ricordo anche che spesso alcuni elementi, combinandosi secondo percentuali differenti, possono formare due o più composti diversi (legge di Dalton o delle proporzioni multiple). Ad esempio carbonio ed ossigeno possono formare il monossido di carbonio (CO) oppure il diossido di carbonio (CO2): nel CO il rapporto tra la quantità di carbonio e quella di ossigeno è di 3 : 4; nel CO2 tale rapporto è 3 : 8.

Due video, anche se di qualche decina d’anni fa, evidenziano bene le differenze tra miscugli e composti: Miscugli e composti (1); Miscugli e composti (2)




Elementi e composti

8 11 2017

Il problema delle sostanze base della materia incomincia a porsi in modo nuovo rispetto al passato solo alla fine del XVII secolo. Per le sostanze elementari si incomincia ad usare il termine “elemento”. Se le sostanze si potevano scindere in altre sostanze più semplici venivano definite composti, vennero definite elementi solo quelle sostanze che con potevano essere scisse in in sostanze ancora più semplici.

I composti vennero definiti anche con il processo opposto: quando due elementi si potevano combinare per formare una terza sostanza più complessa, allora quest’ultima era un composto. La classificazione della materia in elementi e composti era definita in base alla sua capacità di scomposizione e ricomposizione. Questa modalità di classificazione è accettata anche oggi: tutta la materia è formata da elementi ed è scomponibile in essi.

Lo schema in basso (utile per il ripasso/recupero ed una visione d’insieme) riassume sommariamente e mette in relazione alcuni aspetti degli elementi: nomi, simboli, distribuzione sul pianeta e nella tavola periodica.

Breve video: Elementi e composti chimici (Eniscuola). 




Decalogo contro le fake news

1 11 2017

Ieri, la ministra dell’istruzione Valeria Fedeli e la presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, hanno presentato al pubblico e agli studenti una “cassetta degli attrezzi” per difendersi dalle bufale della Rete. Un’iniziativa che concorre all’educazione digitale portata avanti dalle scuole per contrastare le menzogne del web ed i pericoli per le persone, giovani soprattutto, ad esse correlati.

     Il decalogo proposto comprende solo otto punti di attenzione e riflessione mentre gli altri due sono lasciati alla formulazione degli studenti. Si tratta di concetti che generalmente vengono già segnalati agli studenti nelle scuole, ma proposti ai mezzi di comunicazione da due autorità dello Stato assumono una forza e un rilievo maggiore anche in ambito didattico.

1. condividi solo notizie che hai verificato;

2. Usa gli strumenti internet per verificare le notizie;

3. Chiedi le fonti e le prove;

4. Chiedi aiuto a una persona esperta o a un ente competente;

5. Ricorda che anche internet e i social network sono manipolabili;

6. Riconosci i vari tipi negli stili delle notizie false;

7. Hai un potere enorme, usalo bene;

8. Dai il buon esempio.

     Bisogna segnalare e ripetere spesso i potenziali rischi della Rete, dove tutti possono scrivere e caricare di tutto e chiunque abbia scopi illeciti può mascherarsi dietro false identità. La formazione ad un uso consapevole della Rete è fondamentale per conoscerne i rischi, sempre più subdoli, e per sfruttarne appieno invece le enormi potenzialità. Usando le parole di Marshall McLuhan (morto nel 1980, ben prima dell’arrivo di Internet): “Il nuovo ambiente plasmato dalla tecnologia elettrica è un ambiente cannibalistico che divora le persone. Per sopravvivere, bisogna studiare le abitudini dei cannibali.”

     Naturalmente si mentiva e si scrivevano falsità anche molto prima dell’avvento di Internet, ma la Rete per le sue dimensioni e per la sua capacità di arrivare a tutti coloro che sono connessi, in qualunque parte del pianeta, in pochi secondi, è uno strumento potentissimo e devastante che può esercitare la sua azione distruttiva soprattutto sui più giovani. Perché ad attirare l’attenzione dei ragazzi sono soprattutto le notizie, i video e le immagini sensazionali, improbabili verità camuffate con pochi clic di mouse. Come un tam-tam d’altri tempi, queste false notizie rimbalzano velocemente da un social network ad un altro, da un continente ad un altro, così “mentre la menzogna gira per il mondo, la verità si sta ancora infilando le scarpe” (Charles Spurgeon, 1834-1892).

     La lotta contro le menzogne del web, per la scuola e le famiglie (quando sono presenti) è una lotta impari che però deve necessariamente essere affrontata, almeno per ridurre, attenuare, i loro effetti negativi sulla formazione dei giovani.

     Per la presidente Boldrini: “ La Rete è un grande spazio di libertà e non possiamo lasciarla in mano ai violenti e la cosa migliore è formare i nostri giovani a un uso consapevole della rete, a saper riconoscere quello che è vero da quello che è falso perché purtroppo la disinformazione impazza”.Crediti immagine: 2013guccioutlet.net.