Gas naturale: un ponte verso le fonti energetiche rinnovabili

4 03 2017

Anche se la presidenza statunitense di Trump è un’incognita per le strategie energetiche e un pericolo per quelle ambientali dei prossimi 4 anni, la produzione e il consumo globale di gas continuerà a crescere nei prossimi decenni. Almeno queste sono le previsioni dei maggiori esperti del settore energetico. Il petrolio invece dovrebbe andare verso un progressivo calo, sia per l’aumento dei costi dopo gli ultimi anni di calo, sia per le conseguenze delle emissioni sull’ambiente globale a causa del suo consumo. Si avvia verso il declino l’era dell’oro nero e si prospetta quella nuova dell’oro blu. Almeno fino a quando nel mix energetico globale non prevarranno le fonti rinnovabili, una fase prevista per il 2040 circa.

I firmatari della COP21, anche se il nuovo presidente USA nega relazioni tra le emissioni inquinanti e le modifiche globali del clima e ha annunciato il ritiro della firma del suo Paese, si sono assunti diversi e precisi impegni per ridurre gradualmente il consumo di combustibili fossili e le conseguenti emissioni nocive. Bisogna passare da un’economia caratterizzata da elevati consumi e sprechi in una vasta parte del mondo, accompagnata da alte emissioni di carbonio in atmosfera, ad un’economia con consumi più oculati e meno sprechi, con basse o nulle emissioni di CO2 , CO, CH4 e altre molecole che hanno effetto sulla temperatura globale della biosfera.

La Cina, decisamente mal messa sul piano dell’inquinamento delle sue città, sembra aver preso molto seriamente l’impegno di passare a fonti energetiche rinnovabili che, nel mondo, ormai hanno superato il consumo di carbone, il più inquinante dei combustibili fossili. Secondo L’Agenzia Internazionale per l’Energia, in Cina ogni ora vengono costruite mediamente due nuove turbine eoliche: un segnale forte verso l’opinione pubblica interna ed esterna a quell’enorme Paese, con una popolazione che è circa 22 volte quella italiana e un’estensione di 9,5 milioni di Km2, oltre 30 volte quella dell’Italia.

Secondo alcuni, una distesa di pale eoliche non è certo un bello spettacolo, ed è così. Ma ormai molti Stati e l’uomo in generale devono fare i conti con la preservazione della salute attuale e delle future generazioni, la bruttezza di certi impianti può passare in secondo piano.

Però a livello mondiale secondo l’EIA, il Dipartimento dell’Energia statunitense, oggi non più del 10% dell’energia totale proviene da fonti rinnovabili. Anche se è un tipo di energia in crescita costante, per accelerare la riduzione del consumo di carbone e di petrolio, bisogna incrementare quella di gas la cui combustione emette oltre il 50% di CO2 in meno rispetto al carbone e il 20% in meno rispetto a gasolio e benzina. Questo almeno fino a quando le rinnovabili non prenderanno piede in modo deciso nel settore dei trasporti e in quello del riscaldamento domestico.

Sugli scenari ambientali di medio-lungo periodo perciò la presidenza Trump, anche dovesse perseverare nella negazione di relazioni tra i disastri climatici globali e le emissioni inquinanti e nella scelta del carbone come fonte energetica principale, sarà solo una parentesi tra il 44° e il 46° presidente USA, magari brutta per molti e bella per altri, ma pur sempre una parentesi in un discorso energetico vasto e globale.

Per approfondimenti, in Museo Energia, ci sono numerosi articoli sul gas in Italia e in Europa, sui gassificatori, sui consumi di gas in Italia e sulla sua provenienza.

La figura sopra riguarda la rete nazionale dei gasdotti con la segnalazione dei punti di ingresso dell’idrocarburo nel Paese (crediti: SNAM rete gas). I Principali fornitori per l’Italia sono: Algeria, Russia, Paesi Bassi, Libia e Norvegia. Il grafico in basso si riferisce ai maggiori produttori mondiali di gas, costruito con dati elaborati da ENI Spa e pubblicati a dicembre 2016.


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