Tavola Periodica e origine degli elementi chimici

25 02 2017

     In Rete si trovano diversi tipi di Tavole periodiche, alcune delle quali sono state anche segnalate da questo blog. Recentemente se n’è aggiunta un’altra: l’astronoma Jennifer Johnson dell’Università dell’Ohio ne ha elaborata una con l’origine degli elementi chimici.

     Così si può osservare che, a parte l’idrogeno e l’elio già elaborati durante il processo di fusione innescato dal Big Bang, gli altri elementi chimici naturali derivano per lo più da processi interni alle stelle: calcio, carbonio, ferro, azoto, … (vedi anche “L’origine degli elementi chimici”). Non solo. Molti elementi (Ossigeno, Fluoro, Neon, Sodio, Magnesio, … ) derivano da altri processi stellari: l’esplosione di supernovae, stelle che muoiono o che si fondono. Quelli con numero atomico superiore a 40 si sono formati in prevalenza da stelle di neutroni. Alcuni elementi (Berillio e Boro) si sono formati per l’azione dei raggi cosmici sugli elementi formatisi precedentemente e distribuiti nello spazio interstellare o su altri corpi (pianeti, satelliti, asteroidi, comete, polveri, nebulose).

Crediti: Origin of the Elements in the Solar System, di Jennifer Johnson. Approfondimenti si possono trovare sul sito www.cosmic-origins.org dell’Università dello Utah, Dept. of Physics & Astronomy, .




Ciclo di conferenze scientifiche “Seralmente” 2017

17 02 2017

Il ciclo di conferenze scientifiche d’alto livello “Seralmente”, organizzate da alcuni anni a Grugliasco, continua anche nel 2017. L’Associazione Seralmente Cultura Net, a titolo gratuito e con un impegno encomiabile, organizza le serate divulgative in collaborazione con la Città di Grugliasco e il contributo della Fondazione CRT presso l’Aula Magna di Agraria e Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Torino, in largo Braccini 2 (già Via Leonardo Da Vinci 44), a Grugliasco (TO).

Le prossime conferenze, dopo quella dello scorso ottobre sulla robotica e le nuove frontiere applicative, si terranno:

- Venerdì 10 marzo 2017 ore 21: “La plasticità cerebrale: dalle cellule staminali alla vita di tutti i giorni
Relatori: Prof. Luca Bonfanti (Università degli Studi di Torino)
Prof. Paolo Peretta (Università degli Studi di Torino)
Apre la conferenza: il Sindaco di Grugliasco, Roberto Montà.

- Venerdì 7 aprile 2017 ore 21:Dalla gravità alla supergravità: evoluzione della teoria di Einstein
Relatori: prof. Marco Billò  (Università degli Studi di Torino); prof.ssa Annalisa Marzuoli (Università degli Studi di Pavia)
Aprono la conferenza: ospiti istituzionali e della cultura.

- Venerdì 5 maggio 2017 ore 21: “Machine Learning e Computazione Neurale
Relatore: Prof. Riccardo Zecchina (Politecnico di Torino) Aprono la conferenza: Ospiti Istituzionali e della Cultura.

Comitato Scientifico: Michele Caponigro. Comitato Organizzatore: Michele Caponigro e Luigi Pigozzi.

Appuntamenti importanti per adulti appassionati di Scienza e per studenti di Istituti secondari e universitari. Ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti. Per motivi organizzativi è gradita la prenotazione: seralmente@gmail.com.

Riferimenti: www.seralmente.com; on facebook: dott.ssa Antonella Bagnasco.

Lo scorso anno le conferenze hanno avuto oltre 42 Patrocini di Enti Nazionali.




Corepla: campagna per il riciclo della plastica

13 02 2017

     Il COREPLA è il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero degli imballaggi in Plastica. Un consorzio che da alcuni anni svolge diverse importanti attività:

- Prevenzione nella produzione di rifiuti in plastica;

- Promozione della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica;

- Selezione della raccolta differenziata che gli viene conferita;

- Avvio al riciclo della plastica selezionata;

- Ricerca e sviluppo di nuove modalità di riciclo;

- Campagne informative ed educative sulla promozione della raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti;

     Le attività sono rivolte alla popolazione in generale con campagne pubblicitarie, ma anche a Comuni, Scuole e Imprese. L’immagine in alto simbolizza una delle campagne messe in atto anche sulle televisioni nazionali negli ultimi anni. In basso un tratto della struttura del polipropilene.

     Segnalo, sul sito Corepla, alcune interessanti schede per gli studenti: La storia della plastica; I diversi tipi di plastica; I polimeri degli imballaggi; 7 consigli per una migliore tutela dell’ambiente, che riporto anche in basso.

1. Conserva la bellezza dell’ambiente. La plastica non inquina e non rilascia sostanze nocive [se riciclata e non abbandonata!], ma quando è abbandonata nell’ambiente è decisamente brutta. Se la trovi in mare, sulla spiaggia o nelle pinete, vuol dire che qualche maleducato ce l’ha lasciata. Raccoglila e collabora anche tu a preservare la bellezza [soprattutto la salute dei viventi] e la pulizia del paesaggio.

2. Utilizza anche in spiaggia o nell’area pic-nic gli appositi contenitori della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica. Se non li trovi, basta un piccolo sforzo: portali in paese, il 95% dei Comuni italiani ha attivato il servizio di RD.

3. Ricorda che gestire rifiuti in alta montagna, nelle aree protette o nelle spiagge libere più sperdute è sempre complesso e costoso. Riduci, prima di partire, gli imballaggi non indispensabili e non lasciare alcun rifiuto in loco.

4. Non dimenticare che la raccolta differenziata della plastica riguarda solo gli imballaggi, quindi bottiglie, barattoli, flaconi, sacchetti, buste, pellicole trasparenti, piatti e bicchieri monouso, vaschette.
Invece giocattoli, secchielli, ciabatte, canotti, palloni, occhiali, biro, pennarelli, borracce, attrezzi vari, quando sono rotti o non servono più, non vanno mai abbandonati dove capita, ma messi nel rifiuto indifferenziato.

5. Cerca di svuotare meglio che puoi gli imballaggi e, se è possibile, schiacciali prima di metterli nel contenitore della raccolta differenziata.

6. Informati sulle modalità della raccolta differenziata, non in tutti i Comuni funziona allo stesso modo. Non esitare a chiedere informazioni all’albergatore, al gestore del camping o dello stabilimento balneare, al padrone di casa o direttamente al Comune. Un piccolo gesto può fare la differenza.

7. Inserisci il servizio di raccolta differenziata nei tuoi criteri di scelta quando decidi dove passare le vacanze. Amministratori locali e operatori turistici saranno così più attenti e il guadagno sarà di tutti.

La plastica: processo di polimerizzazione, video di RAI Scuola. Giulio Natta, inventore della plastica, RAI Storia. Crediti immagine: http://www.corepla.it/ .




Microplastiche nel Mediterraneo

5 02 2017

     Il problema delle plastiche nei mari e negli oceani è stato portato all’attenzione del grande pubblico solo negli ultimi due-tre decenni. Inizialmente sono stati segnalati i grandi ammassi di plastiche che, per il gioco delle correnti, hanno formato enormi distese in alcune aree dell’Oceano Pacifico (Pacific Trash Vortex), Atlantico e Indiano, vere e proprie isole galleggianti. Video: Un’isola di plastica nell’Oceano Pacifico. Rifiuti di plastica difficili da individuare perché galleggiano a pelo d’acqua o sotto la sua superficie. Ma c’è anche di peggio: detriti di microplastiche, invisibili ad occhio nudo e diffusi in tutti i mari e gli oceani, in particolare nel Mar Mediterraneo.

     Per la sua conformazione, il Mediterraneo si può considerare quasi chiuso perché lo Stretto di Gibilterra consente un ricambio molto lento delle acque calde che bagnano il Sud Europa, il Medio Oriente e il Nord Africa. Si stima un ricambio quasi completo di queste acque con quelle dell’Atlantico mediamente in duecento anni.

     Qualche mese fa, l’Istituto di Scienze Marine del CNR (Ismar – CNR) ha pubblicato uno studio, effettuato in collaborazione con l’Università di Ancona, quella del Salento e la Algalita Foundation (USA), riportato anche sulla rivista Nature (The Mediterranean Plastic Soup: synthetic polymers in Mediterranean surface waters), che evidenzia una massiccia presenza di microplastiche nel Mediterraneo. Frammenti in prevalenza di polietilene, polipropilene, poliammidi, residui di vernici, di dimensioni inferiori ai due millimetri e quasi sempre invisibili a occhio nudo. Eppure ci sono e la loro concentrazione è superiore di molto a quella presente negli oceani, purtroppo. Secondo un articolo pubblicato sulla testata giornalistica Polimerica.it che riporta attualità e notizie dal mondo della plastica, Stefano Alliani ricercatore dell’Ismar-CNR e altri, nel Mediterraneo hanno stimato una concentrazione di frammenti di plastiche di 1,25 milioni per Km2 contro i 335.000 per Km2 censiti nel 1999 nell’area subtropicale dell’Oceano Pacifico.

     Leggi anche il Comunicato stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche del 15/12/2016, da cui è stata tratta la mappa in basso, relativa alla concentrazione delle microplastiche nel Mediterraneo.

     Qual è la provenienza di questo nemico della salute e dell’ambiente quasi sempre invisibile? Soprattutto la lenta degradazione dei materiali plastici abbandonati, vari processi industriali, capi di abbigliamento, detersivi, prodotti cosmetici e per la cura della persona. Ad esempio i famosi dentifrici ai “microgranuli” pubblicizzati per alcuni anni, oltre alla necessaria pasta (o gel) detergente, contenevano microgranuli (o microsfere) di plastica. Detriti di plastica che sono finiti nelle acque dolci, fiumi e laghi superando i sistemi di depurazione e filtraggio (dove sono presenti e funzionanti!), prima di arrivare ai mari e agli oceani. Ormai queste microplastiche sono entrate anche nella catena alimentare degli animali acquatici e rappresentano un potenziale pericolo, soprattutto se la loro concentrazione aumenterà, anche per l’uomo in quanto risalgono lungo la rete alimentare che ci vede al vertice tra i consumatori finali.

     Alcuni gruppi di ricerca, dopo l’individuazione del problema, stanno cercando di mettere a punto possibili soluzioni di intervento, ma la prima e più importante strategia è sempre la stessa: consumare meno materie plastiche e, soprattutto, riciclarla, mai abbandonarla nell’ambiente. Non consumare prodotti che si ipotizza o è stato accertato che contengano anche microplastiche. Documentario di ISMAR – CNR “Marine Rubbish”.

Nella foto in alto: Esempio di microplastiche raccolte in mare e negli oceani durante la Malaspina Expedition del 2010. Crediti: Gaianews.it