Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche

15 07 2016

     Si tratta di un’Organizzazione Internazionale che svolge un compito importante, delicato e attuativo della Convenzione di Parigi del 13 gennaio 1993 sulla proibizione delle armi chimiche.

     Aderiscono alla OPAC (o OPCW) 192 Paesi in rappresentanza del 98% circa della popolazione mondiale. Pur non essendo un’Agenzia delle Nazioni Unite, collabora con essa attivamente come organo tecnico e politico per verificare l’adesione alla Convenzione sulla proibizione delle armi chimiche e eseguire controlli e ispezioni, sia alle industrie produttrici di sostanze chimiche utilizzabili anche come armi sia agli impianti di distruzione delle armi prodotte in passato.

     Per i suoi compiti, “per i suoi ampi sforzi per eliminare le armi chimiche”, spesso svolti nei Paesi delle aree più pericolose del Pianeta, nel 2013 quest’Organizzazione ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. Per saperne di più: https://www.opcw.org/ . Video: What is the OPCW? .

La base dell’OPAC è la Convenzione di Parigi sulla proibizione delle armi chimiche, di cui riporto solo i primi due articoli.

Articolo I – Obblighi generali

1. Ciascuno Stato Parte alla presente Convenzione non dovrà mai, in qualunque circostanza:

a. sviluppare, produrre, o diversamente acquisire, immagazzinare o detenere armi chimiche o trasferire, direttamente o indirettamente, armi chimiche a chiunque;

b. fare uso di armi chimiche;

c. intraprendere qualsiasi preparativo militare per l’uso di armi chimiche;

d. assistere, incoraggiare o indurre chiunque in qualsiasi maniera, ad intraprendere qualsiasi attività proibita ad uno Stato Parte in base alla presente Convenzione.

2. Ciascuno Stato Parte s’impegna a distruggere le armi chimiche di sua proprietà o in suo possesso, o che sono ubicate in qualunque luogo sotto la sua giurisdizione o controllo, in conformità con le disposizioni della presente Convenzione.

3. Cascun Stato Parte s’impegna a distruggere tutte le armi chimiche che ha abbandonato sul territorio di un altro Stato Parte, in conformità con le disposizioni della presente Convenzione.

4. Ciascun Stato Parte s’impegna a distruggere qualunque impianto di produzione di armi chimiche di sua proprietà o in suo possesso o ubicato in qualunque località sotto la sua giurisdizione o controllo, in conformità con le disposizioni della presente Convenzione.

5. Ciascun Stato Parte s’impegna a non impiegare agenti chimici di ordine pubblico come strumento di guerra.

Articolo II - Definizioni e criteri. Ai fini della presente Convenzione:

1. Per armi chimiche s’intende quanto segue, insieme, o separatamente:

a. composti chimici e loro precursori, salvo se intesi per scopi non proibiti dalla presente Convenzione, sempre che i tipi ed i quantitativi siano compatibili con tali scopi;

b. munizioni e dispositivi, specificamente designati per causare la morte o altri danni attraverso proprietà tossiche dei composti chimici specificati nel capoverso a), per via della fuoriuscita di questi ultimi a seguito dell’impiego di tali munizioni e dispositivi;

c. qualunque equipaggiamento specificamente previsto per essere impiegato in connessione diretta con l’impiego di munizioni e di dispositivi di cui al capoverso b..

2. Per composti chimici s’intende:

ogni contenuto chimico il quale, attraverso la sua azione chimica sui processi vitali può causare la morte, l’incapacità temporanea o un pregiudizio permanente ad esseri umani o animali. Sono compresi tutti i composti chimici, a prescindere dalla loro origine o metodo di produzione, ed a prescindere se essi sono prodotti in impianti, in munizioni o altrove. (Ai fini dell’attuazione della presente Convenzione, i composti chimici che sono stati individuati ai fini dell’applicazione delle misure di verifica sono elencati nelle Tabelle contenute nell’Annesso sui composti chimici).

3. Per precursore s’intende:

ogni reagente chimico presente in ogni fase della produzione, con qualunque metodo, di un composto chimico tossico. E’ compreso qualunque componente chiave di un sistema chimico binario o di un sistema chimico a componenti multiple.(Ai fini dell’attuazione della presente Convenzione, i precursori che sono stati individuati per l’applicazione dellemisure di verifica sono elencati nelle Tabelle contenute nell’Annesso sui composti chimici).

4. Per componente chiave di sistemi chimici binari o a componenti multipli (d’ora in avanti denominato componente chiave) s’intende:

il precursore che svolge il ruolo pi¨ importante nel determinare le proprietà tossiche del prodotto finale e che reagisce rapidamente con altri composti chimici nel sistema binario o a componenti multiple.

5. Per armi chimiche obsolete s’intendono:

a. armi chimiche prodotte anteriormente al 1925; oppure b) armi chimiche prodotte nel periodo tra il 1925 ed il 1946 che si sono deteriorate in maniera tale da non poter più essere utilizzate con armi chimiche.

6. Per armi chimiche abbandonate s’intendono:

armi chimiche, incluse le armi chimiche obsolete, abbandonate da uno Stato dopo il 1 gennaio 1925 sul territorio di un altro Stato senza il consenso di quest’ultimo.

7. Per agente per il controllo dell’ordine pubblico s’intende:

ogni composto chimico non elencato in una Tabella che può produrre rapidamente negli esseri umani irritazione sensoria o effetti fisici inabilitanti che scompaiono dopo un breve periodo di tempo a seguito della cessazione dell’esposizione.

8. Per impianto di produzione di armi chimiche s’intende:

a. ogni equipaggiamento, nonché ogni edificio che alloggia tale equipaggiamento e che stato designato, costruito o utilizzato in qualsiasi momento dal 1 gennaio 1946:

I. come parte della fase di produzione dei composti chimici ( fase tecnologica finale ) laddove i flussi di materiali contengano, quando l’equipaggiamento in funzione:

II. ogni composto chimico elencato alla Tabella 1 nell’Annesso sui composti chimici; oppure

III. ogni altro composto chimico – in misura superiore ad 1 tonnellata l’anno sul territorio di uno Stato Parte o in ogni altro luogo sotto la giurisdizione o il controllo di uno Stato Parte – che non può essere utilizzato per scopi non proibiti dalla presente Convenzione, ma che può essere utilizzato a scopo di fabbricazione di armi chimiche; oppure

IV. per caricare armi chimiche, compresa, tra l’altro, la carica dei composti chimici elencati alla Tabella 1 in munizioni, dispositivi o contenitori per l’immagazzinaggio alla rinfusa; la carica di composti chimici in contenitori che sono parti di munizioni e di dispositivi assemblati binari o in sotto-munizioni chimiche che sono parte di munizioni e di dispositivi assemblati unitari, nonché la carica dei contenitori e delle sotto-munizioni chimiche nelle rispettive munizioni e dispositivi;

b. non significa:

I. qualsiasi impianto avente una capacità di produzione per la sintesi di composti chimici specificati nel capoverso a.

II. inferiore ad 1 tonnellata;

III. qualsiasi impianto nel quale un composto chimico specificato nel capoverso a. I (è o) stato prodotto in quanto composto collaterale derivante inevitabilmente da attività per scopi non proibiti in base alla presente Convenzione, a patto che il composto chimico non superi il 3 per cento del prodotto totale e che l’impianto sia sottoposto a dichiarazione e ad ispezione in base l’Annesso sull’Attuazione e la Verifica (d’ora in avanti denominato come Annesso sulla Verifica ); oppure

IV. un impianto singolo su scala ridotta per la produzione dei composti chimici elencati nella Tabella 1 per scopi non proibiti in base alla presente Convenzione come riferito nella Parte VI dell’Annesso sulla Verifica.

9. Per scopi non proibiti in base alla presente Convenzione s’intendono:

a. gli scopi industriali, agricoli, di ricerca, medici, farmaceutici o altri scopi pacifici;

b. gli scopi di protezione, in particolare quegli scopi direttamente collegati alla protezione contro i composti chimici e le armi chimiche;

c. gli scopi militari non connessi con l’uso delle armi chimiche e non dipendenti dall’uso delle proprietà tossiche dei composti chimici come sistema d’arma;

d. attuazione delle leggi anche al fine del controllo dei disordini interni.

10. Per capacità di produzione s’intende:

il quantitativo annuale potenziale previsto per la fabbricazione di uno specifico composto chimico in base ai processi tecnologici attualmente utilizzati o, se un processo non ancora operativo, pianificato per essere utilizzato negli impianti pertinenti. Tale quantitativo deve essere pari alla capacità prefissata oppure, se la capacità prefissata non è disponibile, alla capacità progettata. La capacità prefissata consiste nel prodotto in condizioni ottimali per una quantità massima nell’impianto di produzione, come dimostrato da uno o più periodi di funzionamento di prova. La capacità progettata corrisponde alla produzione del prodotto calcolata in teoria.

11. Per “Organizzazione” s’intende l’Organizzazione per la proibizione delle Armi chimiche istituita in conformità con l’Articolo VIII della presente Convenzione. Ai fini dell’Articolo VI:

a. per “produzione” di un composto chimico, s’intende la sua formazione attraverso una reazione chimica;

b. per “lavorazione” di un composto chimico s’intende un processo fisico, come formulazione, estrazione e purificazione, in cui un composto chimico non Å trasformato in un altro composto chimico;

c. per “consumo” di un composto chimico s’intende la sua trasformazione in un altro composto chimico attraverso una reazione chimica.”

Vedi anche: Le armi chimiche; Commissione d’inchiesta sulle morti a causa dell’uranio impoverito. Crediti immagine: abcnews.go.com .

 

 




Le sostanze che hanno dato origine alla vita

3 07 2016

     Più si torna indietro nella storia della vita sulla Terra e nella storia della Terra stessa, maggiori sono le incertezze a cui si va incontro. Se si vuole affrontare il tema dell’origine della vita sul nostro pianeta, le ipotesi sono diverse e il grado di incertezza è massimo. Quali sostanze chimiche hanno permesso di “confezionare” le macromolecole biologiche (proteine, carboidrati, lipidi e acidi nucleici) invece è abbastanza chiaro. Tutte queste biomolecole sono costituite da carbonio, ossigeno, azoto, idrogeno, zolfo e fosforo, perciò possono derivare quasi completamente da molecole semplici che contengono questi elementi, cioè metano (CH4), ammoniaca (NH3), acqua (H2O), biossido di carbonio (CO2), monossido di carbonio (CO), acido solfidrico (H2S) e fosfati (PO43-).

     I primi a proporre un’ipotesi scientifica sull’origine della vita dalla combinazione, in particolari condizioni (quella dell’atmosfera primitiva) di queste molecole inorganiche furono il sovietico Alexander Oparin (1894-1980) e l’inglese J.B.S. Haldane (1892-1964) intorno al 1920, ciascuno in modo indipendente dall’altro. L’ipotesi è conosciuta col nome di “zuppa (o brodo) primordiale”, una soluzione gassosa/acquosa di queste sostanze che in presenza di fulmini e radiazioni ultraviolette avrebbe innescato la formazione di macromolecole a base di carbonio. Da queste, in qualche modo non conosciuto, nel corso di milioni di anni devono esserci state particolari combinazioni che hanno prodotto organuli che, opportunamente assemblati, hanno prodotto prima cellule procariotiche e poi quelle eucariotiche.

     Una tappa ben più importante fu l’esperimento proposto da Stanley Miller (1930 – vivente) nel 1953 presso l’Università di Chicago. Riprendendo le idee di Oparin e Haldane sulla composizione dell’atmosfera primordiale, basata sui composti indicati sopra, Miller si fece costruire una struttura in vetro nella quale introdurre la soluzione liquida e gassosa definita zuppa primordiale. Con opportuni elettrodi riprodusse scintille che potevano simulare i lampi dei fulmini e il calore dei fenomeni vulcanici, allora molto più frequenti di oggi. Dopo una settimana circa notò la presenza sulla soluzione di una sottile patina che, analizzata, rivelò la presenza degli amminoacidi più semplici: glicina (formula bruta C2H5NO2) e alanina (formula bruta C3H7NO2). Potrebbe essere un piccolo tassello del grande e sconosciuto puzzle sull’origine della vita. Poi, come attraverso reazioni chimiche non ripetibili più sulla Terra si siano potuti formare gli organuli cellulari e le cellule stesse è ancora un mistero.

     Sulle molecole presenti nell’atmosfera primitiva invece non ci sono dubbi. Le ricerche sulle molecole prebiotiche continuano anche fuori dalla Terra, su altri pianeti, sui satelliti dei grandi pianeti gassosi, nelle nebulose stellari (vedi: Fosforo e ossigeno tra stelle informazione, rivista Focus) e soprattutto sulle comete (vedi: Ingredienti della vita sulla cometa di Rosetta, di Anna Lisa Bonfranceschi; video: Molecole organiche sulla cometa Churyumov-Gerasimenko, di orsobYanco).

Per saperne di più: Origini della vita – Cronologia.

Video: Origine della vita sulla Terra.

Conferenza-lezione di Renato Fani: L’alba dei Geni: L’origine e l’evoluzione della Vita sulla Terra (Caffè-Scienza Firenze, 2016).

Crediti MillerApparatus: www.smithlifescience.com ; primitive_atmosphere: study.com .