I nomi proposti per i quattro nuovi elementi chimici

14 06 2016

     Alla fine del 2015, la IUPAC confermava la scoperta di quattro nuovi elementi chimici con i numeri atomici e nomi provvisori 113 (ununtrium, simbolo Uut), 115 (ununpentium, simbolo Uup), 117 (ununseptium, simbolo Uus) e 118 (ununoctium, simbolo Uuo). A questo proposito vedi: La IUPAC conferma quattro nuovi elementi chimici.

     Qualche giorno fa sono stati proposti i nomi definitivi di questi elementi del settimo periodo del Sistema periodico:

1. Nihonium, simbolo Nh, per l’elemento 113

2. Moscovium, simbolo Mc, per l’elemento 115

3. Tennessine, simbolo TS, per l’elemento 117

4. Oganesson, simbolo Og, per l’elemento 118.

     In generale i nomi della Tavola sono riferiti a scienziati, scopritori, minerali da cui è stato ricavato l’elemento, nomi di luoghi o regioni geografiche, stati, personaggi mitologici, corpi celesti, proprietà dell’elemento

     Quali sono le motivazioni che hanno portato alle proposte di questi quattro nomi? Il nihonium è in onore del Giappone, infatti Nihon significa “terra del Sol levante” ed è uno dei modi per definire questo Paese. L’elemento è dedicato al Giappone perché fu scoperto nel centro di ricerca giapponese “Riken Nishina Center for Accelerator-Based Science”.

Il moscovium, come si intuisce facilmente, è dedicato alla capitale russa perché gli scopritori appartengono al “Joint Institute for Nuclear Research” di Dubna, una città a un centinaio di Km a nord ovest Mosca e caratterizzata dalla ricerca nucleare. Qui venne sintetizzato per la prima volta, nel 1964, anche l’elemento transuranico numero 104, il rufherfordio (chiamato dai russi kurchatovio per alcuni decenni) altamente radioattivo.

Anche il tennessine, come gli altri due, è dedicato ad un luogo geografico: allo Stato USA del Tennesse, tra il Kentuky e l’Alabama, la cui capitale è Nashville. I laboratori che lo hanno scoperto e proposto sono l’ Oak Ridge National Laboratory , la Vanderbilt University e il Lawrence Livermore National Laboratory.

     Il quarto elemento, l’oganesson, invece è dedicato ad una persona: il fisico nucleare russo Yuri Oganessian (ancora vivente), pioniere della ricerca sugli elementi attinidi, oggi definiti attinoidi. Gli attinoidi sono i quindici elementi chimici compresi tra l’attinio (numero atomico 89) e il laurenzio (numero atomico 103) compresi. Se la proposta sarà accettata, sarà il secondo elemento chimico ad essere dedicato ad un vivente. Il primo fu il seaborgio (numero atomico 106) che, dopo una lunga disputa tra sovietici e statunitensi su chi lo avesse scoperto per primo, venne dedicato a Glenn Theodore Seaborg, chimico americano. Ma i crediti della scoperta dal 1992, secondo la IUPAC, vanno condivisi tra i laboratori di Berkeley e quelli di Dubna.

Se le proposte saranno accettate, nomi e relativi simboli compariranno nelle nuove Tavole periodiche. Crediti, anche per le immagini: http://iupac.org/ . Comunicazione della IUPAC dell’8 giugno 2016.




L’uso del glifosato in agricoltura

2 06 2016

     Cos’è il glifosato? È l’erbicida più utilizzato al mondo e da alcuni anni è oggetto di pareri controversi da parte della comunità scientifica. La Comunità Europea ha incaricato l’Istituto tedesco BfR di eseguire un’indagine tossicologica su questa sostanza e sui possibili effetti sulla salute umana. Le conclusioni sono state abbastanza tranquillizzanti: si ritiene improbabile che il glifosato possa costituire un pericolo per la salute umana. Ma l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il glifosato tra i prodotti rischiosi, soprattutto per coloro che lo utilizzano nelle pratiche agricole, ritenendolo un probabile cancerogeno e un prodotto genotossico.

     Da punto di vista chimico, il glifosato è un erbicida non selettivo, cioè tossico per tutte le piante, che agisce inibendo alcuni enzimi cellulari responsabili della produzione delle proteine vitali per le piante. Si utilizza anche il nome N-(fosfonometil)glicina e la sua formula chimica grezza è C3H8NO5P. La molecola pare sia stata scoperta prima da Henry Martin nel 1950 per conto di un’azienda svizzera, senza che fosse pubblicata. Successivamente, nel 1970, fu la volta di John Franz che lavorava per la Monsanto Company e da allora la molecola è stata brevettata e inserita come principio attivo negli erbicidi. Dal 2001, anno di scadenza del brevetto, la produzione è diventata libera.

     Poiché la manodopera in agricoltura si è ridotta moltissimo negli ultimi decenni a vantaggio di una meccanizzazione crescente, pare non si riesca più a fare a meno dei diserbanti, soprattutto del glifosato. Anche per questo, sostenuta dalle conclusioni della BfR, la Commissione Europea ne ha consentito l’uso fino al 30 giugno prossimo, in attesa di una decisione definitiva che per adesso non è arrivata. Anzi dalle ultime notizie d’agenzia riferite ad ieri, i Commissari competenti sul tema sono orientati per una proroga delle autorizzazioni all’utilizzo del glifosato. Insomma, ci sono molti interessi in gioco e il problema viene rinviato. Nei frutteti e in altre colture si potrà continuare ad usare questo potente diserbante e potrà essere utilizzato anche lungo le siepi dei binari ferroviari e ai bordi delle strade.

     E la salute pubblica? Di solito in Europa prevale il “principio di precauzione”: in caso di sostanze sospettate di provocare danni alla salute umana, il loro uso viene vietato o quantomeno sospeso in attesa di ulteriori indagini. In questo caso avviene il contrario e sembra che l’Europa si stia allineando alle normative statunitensi: tutto ciò che non è dimostrato essere certamente nocivo, viene permesso.

     Anche l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), la cui sede è a Parma, ritiene che non ci siano prove degli effetti cancerogeni del glifosato.

     La Commissione Europea ieri ha comunicato, per il prossimo 6 giugno, la riunione del comitato di esperti dei 28 Paesi che compongono l’UE, per discutere il controverso dossier sul glifosato, proponendo la proroga dell’autorizzazione all’utilizzo dell’erbicida per diciotto mesi al massimo. Si propone anche di minimizzarne l’uso prima del raccolto, nei parchi e nei giardini pubblici. Vedremo cosa decideranno gli esperti, ma si conosce già la netta contrarietà della Gran Bretagna (alle prese anche con un referendum sull’uscita dalla UE): oltre la Manica il glifosato è utilizzato massicciamente.

Video RAI: glifosato, (Geo ospita Fabio Taffetani, professore ordinario di Botanica sistematica al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Politecnica delle Marche).

Per approfondire: Manifesto Stop al Glisofato, di Legambiente. La valutazione del rischio da glifosato, dell’EFSA, per conto della Comunità Europea; La Stampa Salute: glifosato.

Diretta La7: Glifosato testimonianze.

Nelle immagini: 1. Struttura della molecola di glifosato; 2. Irrorazione di una coltura con un diserbante selettivo; 3. Particolare di un campo di frumento trattato con glifosato e privo di erbe infestanti.