Banca dati dei prodotti chimici fitosanitari

25 08 2015

     Il Ministero della Salute da alcuni anni ha organizzato una banca dati online dei prodotti chimici fitosanitari. Si possono cercare prodotti di cui non si conosce la composizione e l’utilizzo partendo dal nome commerciale o da quello del principio attivo, oppure dall’indicazione di pericolo o selezionando una categoria fitoiatrica (aficida, antimuffa, diradante, diserbante, fungicida, insetticida, ecc.).

     La banca dati contiene informazioni su oltre 14.000 prodotti utilizzati o utilizzabili in agricoltura. Un numero spropositato, con disparate sostanze chimiche che in qualche modo finiscono nell’ambiente e, quel che è peggio, in parte nei nostri alimenti, quelli meno controllati. Molti entrano nelle nostre case o sui nostri balconi come prodotti per le piante d’appartamento. Come già scritto in altre occasioni, questi prodotti vanno manipolati e utilizzati con molta prudenza e i frutti, le verdure e i semi che sono stati trattati vanno consumati solo dopo il prescritto periodo di sicurezza. Periodo generalmente rispettato per i prodotti commercializzati attraverso i canali ufficiali.

     Le informazioni inserite nella banca dati sono state predisposte dal Centro Ricerca Per la Patologia Vegetale che ha sede in Roma e che dispone di professionalità chimico-sanitarie, agronomiche, biologiche e fito-entomo-patologiche adeguate. Di ogni prodotto è possibile visualizzare anche la relativa etichetta. Per comprendere il risultato delle varie abbreviazioni, soprattutto per chi non si occupa di agraria e fitopatologia, è opportuno visualizzare la corrispondenza tra abbreviazioni e loro significato.

L’indirizzo completo per la consultazione della banca dati è: http://www.salute.gov.it/fitosanitariwsWeb_new/FitosanitariServlet .

Credit immagine: epthinktank.eu .




Le centrali nucleari italiane sono visitabili

19 08 2015

     Da alcuni mesi le diverse centrali nucleari italiane, chiuse dopo il referendum del 1986 indetto in seguito alla pressione dell’opinione pubblica preoccupata per il disastro nucleare di Cernobyl, sono visitabili. Per le strumentazioni e i materiali radioattivi (custoditi in sicurezza) che ancora contengono, i siti sono ancora presidiati da pochi tecnici e personale di sorveglianza.

     Ad essere stata incaricata della gestione dell’ultima fase (la dismissione, dopo le fasi di costruzione ed esercizio) della vita delle centrali italiane è stata la Sogin: http://www.sogin.it/it/pagine/default.aspx , una società che mantiene in parte quelle tecnologie e quelle specializzazioni che, dall’esito del referendum in poi, si sono progressivamente ridotte o perse. Nel settore nucleare sono mancati i progetti di ricerca e di studio, anche in ambito universitario, perché non permettevano sbocchi professionali, almeno in Italia.

Segnalo i video del progetto Sogin per il decommissioning (processo lungo, complesso e costosissimo, purtroppo!) dei quattro impianti:

Centrale nucleare di Garigliano

https://www.youtube.com/watch?v=2n6Xg1dyq6U

Centrale nucleare di Trino

https://www.youtube.com/watch?v=LRJCCB_Kh7s

Centrale nucleare di Caorso

https://www.youtube.com/watch?v=CzuwCC-YtgY

Centrale nucleare di Latina

https://www.youtube.com/watch?v=aYxPEJG5_Qg .

     Ma il problema della gestione e dello smaltimento dei rifiuti nucleari radioattivi in un deposito unico nazionale rimane. Se ne parla da anni, anche il convegno del 2011 non ha avuto un seguito concreto. Un’intervista del 2011 al prof. Giuseppe Zullino: https://www.youtube.com/watch?v=auHQX0bWM-0 . Il problema della radioattività è dovuto agli atomi di alcuni elementi che possono trasformarsi in atomi di altri elementi più stabili, ma in tempi molto lunghi o lunghissimi! Ad esempio col decadimento alfa, che si verifica quando il nucleo di un atomo emette due protoni e due neutroni, un atomo instabile e radioattivo come l’uranio-235 si trasforma in un atomo di torio-231 con un tempo di dimezzamento (della quantità di isotopo) di 71 milioni di anni!

Nell’immagine (credit decommissioninggarigliano.wordpress.com , la centrale del Garigliano (per gli abitanti della zona è la “Palla”) nei pressi di Sessa Aurunca (CE).