Qualità dell’ambiente nelle aree urbane

19 11 2014

    Oltre al continuo monitoraggio delle situazioni di possibile dissesto idrogeologico, le Agenzie per l’Ambiente (ARPA) delle varie Regioni italiane, il Ministero dell’Ambiente e l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, si occupano spesso della qualità dell’ambiente nelle aree metropolitane in cui è concentrata una percentuale rilevante della popolazione italiana. Per questo scopo le ARPA dispongono anche di una serie di centraline di rilevamento della qualità dell’aria, dislocate in vari punti dell’area da monitorare. I risultati servono agli amministratori pubblici per adottare i provvedimenti necessari alla tutela della salute pubblica e alla corretta programmazione degli interventi nei settori della mobilità , sanità, tutela dell’ambiente, promozione industriale (obiettivo che sembra un’utopia in questo periodo, ma non è sempre stato così e non sarà sempre così).  Spesso, quando i dati sono eclatanti, vengono riportati dagli organi di stampa e da radio e/o televisione.

     Ci sono stati anche convegni specifici che permettono ai rappresentanti e ai tecnici delle varie Regioni di dialogare tra loro sui dati raccolti presentandoli al pubblico anche attraverso la rete internet. È il caso del IX Rapporto ISPRA “Qualità dell’ambiente urbano” che si è tenuto a Roma lo scorso anno e del quale sono stati messi in rete tutti gli interventi in formato video. Nel rapporto sono stati presentati i principali problemi ambientali affrontati in 60 comuni capoluoghi di provincia. Come è facilmente immaginabile, i principali temi hanno riguardato la qualità dell’aria e la mobilità sostenibile, veri tallone d’Achille dei grandi centri urbani soprattutto della Pianura Padana, il progressivo consumo di suolo, i rifiuti e l’energia. I link nella colonna di destra di questo blog, relativi alla qualità dell’aria delle varie zone d’Italia, dimostrano quanto sia critica in certe giornata la situazione della grandi città e di città anche piccole della Pianura Padana.

     Poiché è impossibile riassumere in poche righe le situazioni evidenziate dagli oltre venti relatori, propongo i video dei loro interventi in modo che ciascuno possa cercare quello che riassume la situazione della Regione di proprio interesse.

Per tenersi aggiornati sulle attività dell’ISPRA: http://www.isprambiente.gov.it/it

Credit immagine (una centralina di Bra, Piemonte, cliccare per ingrandirla): www.targatocn.it

Relatore Intervento
Bernardo De Bernardinis (Presidente ISPRA)

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Fabio Refrigeri (Assessore Ambiente Regione Lazio)

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Stefano Laporta (Direttore Generale ISPRA)

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Alessandro Cattaneo (Sindaco Comune di Pavia, Vicepresidente Vicario ANCI)

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Sabrina Santagati (Direttore Generale ARPA Calabria)

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Stefano Laporta (Direttore Generale ISPRA)

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Stefano Tibaldi (Direttore Generale ARPA Emilia Romagna)

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Andrea Bianco (ISPRA)

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Massimo Craglia (Commissione Europea Centro Comune di Ricerca)

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Giuseppe Sgorbati (ARPA Lombardia)

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Silvia Brini (ISPRA)

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Bruno Cignini (Roma Capitale, ANCI)

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Fulvio Daris (ARPA Friuli Venezia Giulia)

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Angela Ferruzza (ISTAT)

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Alberto Fiorillo (Legambiente)

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Massimo Craglia (Commissione Europea Centro Comune di Ricerca)

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Paola Quaglino (ARPA Piemonte)

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Luigi Di Matteo (ACI)

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Vanes Poluzzi (ARPA Emilia Romagna)

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Loredana Musmeci (ISS)

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Simone Ombuen (INU)

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Interventi dal pubblico

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Emi Morroni (ISPRA)

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Conferenze all’ITIS Majorana

11 11 2014

Ricordo agli interessati (e spero che siano tanti!) le conferenze del ciclo “Seralmente” all’Istituto “E. Majorana” di Grugliasco. Sull’argomento ho già scritto in qualche altro post perciò mi limito a segnalare la locandina delle serate non ancora svolte e in programma per questa settimana e la prossima primavera.

     L’Auditorium dell’ITIS Majorana, in via G. Cantore 119 a Grugliasco (TO), è provvisto di un ampio parcheggio interno. Sono gradite le prenotazioni a: seralmente@gmail.com . Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 Cliccare sulla locandina per ingrandirla!




Le aldeidi e le loro caratteristiche

9 11 2014

     Le aldeidi, come i chetoni, sono composti organici le cui molecole sono caratterizzate dal gruppo funzionale carbonile (>C=O), in cui il carbonio ha un’ibridazione sp2. Nelle aldeidi almeno uno dei due legami del carbonio carbonile è legato ad un atomo di idrogeno, l’altro può essere legato ad un radicale alchilico (R) e in tal caso si hanno le aldeidi alifatiche, oppure ad un radicale arilico (Ar) e forma le aldeidi aromatiche. Nell’immagine: le formule generali delle aldeidi.

     Il doppio legame (>C=O) del gruppo carbonile, considerata la discreta differenza di elettronegatività tra l’ossigeno (3,5) e il carbonio (2,5), è polare con una parziale carica negativa d- sull’ossigeno e una parziale carica positiva d+ sul carbonio. Il doppio legame carbonio-ossigeno, come quello carbonio-carbonio, è formato dalla combinazione di legami ibridi sigma e pigreco, però contrariamente al legame C=C, quello C=O presenta questo momento dipolare. Infatti molecole con un gruppo carbonilico, se disposte in un campo elettrico, si orientano con l’atomo di carbonio rivolto verso il polo negativo e quello di ossigeno verso il polo positivo. Questa polarità determina le principali proprietà fisiche e chimiche delle aldeidi. Tra le prime bisogna segnalare la discreta solubilità in acqua con la formazione di legami a idrogeno con le molecole di H2O; in particolare sono molto solubili metanale ed etanale mentre la solubilità si riduce con propanale e butanale. Tra le proprietà chimiche invece bisogna ricordare la loro reattività: la presenza del gruppo carbonilico permette reazioni di addizione al legame carbonilico, sostituzione di idrogeni con alogeni, ossidazione e riduzione.

     L’ossidazione può avvenire sia con molecole ossidanti forti che con quelle deboli. Alcuni reattivi specifici che ossidano le aldeidi ad acidi sono il reattivo di Tollens, contenente Ag(NH3)2+ , e il reattivo di Fehling, contenente ione tartarico [COOH(CHOH)2COO-] e ione di rame (II) Cu2+ .

     Per quanto riguarda la loro preparazione, le aldeidi si possono ottenere abbastanza facilmente per ossidazione degli alcoli in opportune condizioni: presenza di rame e temperatura di almeno 250 °C perché le aldeidi stesse si possono ossidare. Un altro modo per sintetizzare le aldeidi è l’ozonolisi, cioè la reazione dell’ozono (O3) sugli alcheni formando un prodotto intermedio detto ozonuro e poi per idrolisi un’aldeide e un chetone.

      La nomenclatura IUPAC delle aldeidi si ricava sostituendo la lettera terminale “o” al nome dell’idrocarburo da cui derivano e aggiungendo il suffisso “ale”. Perciò da metano si ottiene il nome metanale, da etano etanale, da propano propanale e così via. L’aldeide più semplice, la formaldeide o metanale, per ossidazione dà l’acido formico, definito così perché individuato nelle formiche rosse.

     Per i loro odori intensi e caratteristici, le aldeidi sono componenti di oli essenziali: la citronella contiene l’ottanale, il mentolo e l’anice contengono metanale. Il profumo più famoso al mondo, lo Chanel N°5 è a  base aldeidica. Anche alcuni costituenti della vaniglia sono aldeidi. Le molecole di glucosio e galattosio C6H12O6, che hanno una particolare importanza per gli esseri viventi, contengono anch’esse il gruppo aldeidico, perciò sono aldoesosi. Vale sempre la pena di ricordare che il glucosio viene prodotto nella fotosintesi clorofilliana, un processo che in natura per mezzo di reazioni endotermiche, la cui energia proviene dalla luce, viene accumulata energia chimica (2816 kJ/mole) nei legami dello stesso glucosio.

Credit citronella oil: www.horsehealth.co.uk

 




Accademia dei Lincei per la scuola e la scienza

2 11 2014

     Il Progetto “I Lincei per una nuova didattica nella scuola: una rete nazionale” si prefigge di coinvolgere attivamente gli studenti e innovare la didattica per dare loro un metodo di studio basato più sulla sperimentazione e la ricerca in classe anziché sul nozionismo.

     Il mese scorso, il progetto di quest’anno scolastico è stato presentato a Roma dal Presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Lamberto Maffei, alla presenza del Presidente della Repubblica e del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Le discipline scolastiche coinvolte nel progetto sono: italiano, matematica e scienze.

    In un periodo di difficoltà crescenti per la scuola italiana, sempre più povera di mezzi e con strutture obsolete (quando ci sono), si pensi alla carenza di palestre e di laboratori attrezzati e conformi alle normative sulla sicurezza, anche la prestigiosa Accademia dei Lincei scende in campo per richiamare l’attenzione sui valori fondamentali portati dal mondo dell’educazione e dell’istruzione a vari livelli. È un’iniziativa che vuole stimolare studenti, docenti, dirigenti e amministratori pubblici ad unire le forze per un’educazione e un’istruzione scientifica di qualità, adeguata alle richieste di una società sempre più pervasa da dispositivi tecnologici non sempre finalizzati alla crescita culturale e sociale dei giovani.

Per saperne di più:

http://www.linceieistruzione.it/beta/?page_id=682

Nell’immagine la mappa (clicca per ingrandirla) dei poli del progetto “Lincei” in Italia (poli della Basilicata, Bologna, Brescia, Catania, Milano, Napoli, Perugia, Pisa, polo della Puglia, Roma, Torino, polo del Veneto). Il polo di Torino ha la sede presso la prestigiosa Accademia delle Scienze in via Maria Vittoria ed è collegato all’ANISN: Associazione Nazionale Insegnanti di Scienze Naturali.

Per leggere l’intero progetto: http://www.linceieistruzione.it/beta/wp-content/uploads/I-LINCEI-PER-UNA-NUOVA-DIDATTICA-NELLA-SCUOLA-2013.pdf