Neutrini e facili entusiasmi
24 02 2012Circa cinque mesi fa, il 23 settembre 2011, quando la notizia delle velocità dei neutrini venne data e pubblicata su tutti i quotidiani e amplificata dagli altri media, TV in testa, a causa dell’enorme errore (quel tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso!) commesso da un nostro esponente politico, l’autore di questo blog non la riportò perché riteneva che occorressero ulteriori prove per un fatto scientifico di tale rilevanza.
Oggi ne parlo perché la questione si è ridimensionata, gli entusiasmi si sono ridotti e il clamore è svanito. Anzi c’è un’aria di delusione generale nell’ambiente scientifico. Sembra che ci sia stata qualche connessione o qualche sincronizzazione non proprio perfetta tra gli strumenti che dovevano misurare il tempo impiegato dai neutrini dal CERN di Ginevra ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Si tratta di tempi infinitamente piccoli, misurabili in nanosecondi e 1 nanosecondo è un miliardesimo di secondo (10-9 s). Per chi non c’è mai stato, quando si reca in Abruzzo, a metà della galleria di alcuni km che, provenendo dalla costa adriatica, permette di arrivare a L’Aquila, c’è una diramazione che porta ai laboratori, nel cuore del massiccio del Gran Sasso, con qualche km di roccia sovrastante. Con le dovute prenotazioni è possibile anche visitarlo con le scolaresche. Ma torniamo ai neutrini, la delusione è tanta però le ricerche continuano e si attendono anche i risultati degli esperimenti che stanno predisponendo statunitensi e giapponesi. Le ricerche non sono mai inutili: spesso si scoprono cose nuove, magari non cercate. Nella scienza, oltre allo studio assiduo, il caso e la fortuna giocano un ruolo fondamentale, perciò mai scoraggiarsi di fronte ad un insuccesso. Probabilmente i neutrini non sono più veloci della luce ma sicuramente sono particelle misteriose sulle quali c’è ancora tanto da sapere. Sappiamo che sono prive di carica elettrica e hanno una massa tanto piccola da essere compresa tra 100.000 e 1.000.000 di volte inferiore a quella dell’elettrone. Ricordo poi che a sua volta l’elettrone ha una massa circa 1840 volte inferiore a quella di un protone, tanto che nel calcolare la massa di un atomo o di una molecola non si considera il numero di elettroni ma solo quello dei protoni e dei neutroni. L’esistenza dei neutrini venne postulata da Wolfang Ernst Pauli (1900-1958, fisico austriaco, laureato a 18 anni, premio Nobel nel 1945 per la scoperta del Principio di esclusione) nel 1930 ma furono rilevati solo nel 1956. Il nome neutrino gli venne assegnato da Enrico Fermi, in relazione al fatto che l’altra particella neutra, il neutrone ha una massa molto, molto maggiore. In base alle conoscenze attuali esistono tre tipi di neutrini: elettronici, muonici e tauonici. Sono particelle stabili che appartengono alla famiglia dei leptoni e vengono emesse dal Sole . Credo che queste ricerche porteranno ad ulteriori scoperte su queste e/o altre particelle elementari. Certamente però, prima di dare eccessivo risalto ad alcuni risultati, sono necessari maggiori controlli della stessa equipe o di altri gruppi di ricerca. Come scriveva Piero Bianucci su “La Stampa” ieri: “… più cautela in laboratorio. E nei giornali meno sensazionalismo.”
Alcuni link per approfondimenti:
http://www.lngs.infn.it/home_it.htm
http://public.web.cern.ch/public/
http://it.wikipedia.org/wiki/Neutrino
Nella foto: una parte delle mastodontiche strutture del laboratorio del Gran Sasso.












Ci crediate o meno, quando alcuni mesi or sono, è stata data la notizia sulla velocità dei neutrini, io ho fatto queste osservazioni: "mi sembra molto improbabile che la velocità dei neutrini sia superiore a quella della luce, in quanto in possesso di una pur minuscola e infinitesimale massa. A parte questo, è praticamente impossibile dimostrare che, partendo dalla Terra luce e neutrini, questi ultimi arrivino prima sulla Luna con appena……….6 millimetri di anticipo"! In ogni caso, terminando il discorso di allora (risultato fondato) in merito allo stravolgimento causato da questa scoperta, dissi "non cambierà nulla di nulla di quel che il mondo scientifico conosce fino adesso, e ciò per il principio che le cose della natura sono così collegate tra di loro che se, effettivamente, si scopre qualcosa di nuovo, è necessaria la controprova di tutto ciò che può variare. Mancando questa controprova, le ipotesi costruite sulla presunta scoperta, perdono di valore. E così è stato!