Emergenza gas?
8 02 2012
Quella di questi giorni è stata un’ondata di freddo che ha determinato morti, danni e disagi notevoli. Si sono ghiacciati alcuni laghi, i canali di Venezia e altri corsi d’acqua. I consumi di gas per riscaldamento si sono impennati. Alcune caldaie di strutture pubbliche e abitazioni private sono andate in tilt e l’acqua ghiacciata ha spaccato tubature creando disagi e danni. Ma da dove proviene il gas bruciato dalle nostre caldaie?
Il metano consumato in Italia proviene per l’89% dall’estero e solo l’11% è prodotto in Italia. I nostri maggiori fornitori sono indicati nel grafico in alto. L’aumento dei consumi ha coinciso con una riduzione della quantità di metano che importiamo dalla Russia, dal gigante Gazprom. Se dietro questa riduzione ci siano motivi economico-politici o necessità di utilizzarlo nel Paese di produzione, non ci è stato spiegato e non abbiamo modo di saperlo. La conseguenza rilevante per l’Italia è stata l’utilizzo delle scorte messe da parte durante il periodo estivo e la loro progressiva riduzione. Non è una situazione di allarme grave, però, per evitare problemi energetici più seri alle famiglie e a strutture sensibili come ospedali e scuole, il presidente dell’Eni e il “Comitato d’emergenza” del Ministero dello Sviluppo hanno deciso di ridurre la distribuzione di gas alle industrie con un contratto di fornitura “sospendibile” e di riattivare sei centrali ad olio, meno efficienti e più inquinanti, risparmiando così metano. Le bassissime temperature purtroppo non hanno consentito neanche l’utilizzo ottimale dei rigassificatori. Cosa sono? Strutture in grado di trasformare il gas liquefatto, più comodo e più facile da trasportare, in sostanza rigassificata in Italia, dove viene consumata..
Il gas naturale che importiamo è costituito da una miscela di idrocarburi (composti formati da idrogeno e carbonio) e altri gas: CO2, N2, H2S, ecc estratti da strati di rocce serbatoio dove si è formato ed è rimasto accumulato milioni di anni fa. Degli idrocarburi abbiamo già scritto in un altro post. I componenti più abbondanti sono metano, etano, propano e butano che, a temperatura ambiente sono gassosi. Il consumo di gas naturale, in particolare di metano è aumentato considerevolmente negli ultimi decenni.
Anche l’ultima centrale termoelettrica costruita a Torino, la Torino-Nord, entrata in funzione da pochi mesi, brucia metano. Il freddo che nelle notti scorse nei pressi della centrale ha portato la temperatura dell’aria a meno 17 °C, creando problemi al funzionamento della centrale e, di conseguenza, la temperatura delle abitazioni della zona di Torino servita dal teleriscaldamento della stessa centrale gestita dall’Iren si è abbassata di alcuni gradi ma dopo diverse ore è ritornata alla normalità. Dopo la tregua di oggi, almeno nel torinese, per i prossimi giorni è previsto di nuovo freddo siberiano. Per un grafico sulle temperature registrate in Provincia di Torino nei giorni scorsi: http://scienzenatura.blog.tiscali.it/2012/02/07/freddo-polare/?doing_wp_cron
I dati utilizzati per il grafico in alto sono soggetti a variazioni periodiche e sono stati ricavati dal Ministero dello sviluppo, da Eurostat e arrotondati all’unità.












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