La Chimica e l’Unità d’Italia

18 12 2011

Ancora per poche settimane, al Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, in Via Giolitti 36. La mostra che unisce due grandi eventi del 2011, le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e l’Anno Internazionale della Chimica, si potrà visitare gratuitamente fino all’8 gennaio 2012. È stata inaugurata l’11-11-2011 con una Conferenza sulla “Storia della Chimica: dall’Alchimia alla Chimica del XIX secolo”. A cura dell’ASTUT, Archivio Scientifico e Tecnologico dell’Università di Torino, in collaborazione con il Museo della Chimica del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova.

Di cosa si occupa? Della graduale costruzione dello Stato Italiano realizzata anche attraverso le scoperte scientifiche, chimiche in particolare. La mostra è articolata in tre percorsi. Il primo va dal racconto delle intuizioni di Amedeo Avogadro sulla mole e su quella che sarà poi la sua costante (Volumi uguali di gas diversi contengono lo stesso numero di particelle, in seguito 6,022*1023), alla Teoria atomica e molecolare, fino all’organizzazione dei 66 elementi conosciuti allora nella Tavola Periodica di Mendeleev e di Lothar Meyer (1830-1895). Il secondo si occupa dei coloranti, partendo dalla casuale scoperta del “mauveina” di Perkin (Sir William Henry Perkin, 1838-1907), un colorante viola che lui stesso brevettò e che gli diede un notevole successo commerciale, fino ad arrivare ai coloranti sintetici. L’ultimo tratta del ruolo della chimica nel mantenimento della salute umana e nella cura delle malattie, attraverso la produzione di detergenti, disinfettanti e soprattutto dei farmaci.

      Mi piace ricordare anche una pietra miliare della storia della chimica: il Congresso di Karlsruhe del 1860, proposto da Friedrich August Kekulé (1829-1896) e da Charles Adolphe Wurtz (1817-1884) e organizzato dall’amico Carl Weltzien (1813-1870), professore di chimica alla Technische Hochschule di Karlsruhe. In quell’occasione parteciparono circa 140 chimici, assenti i grandi Justus Von Liebig (1803-1873) e Friedrich Whöler (1800-1882), e ci fu la famosa distribuzione ai partecipanti, nell’ultimo giorno del Congresso, di copie del Sunto di un Corso di Filosofia Chimica di Stanislao Cannizzaro (1826-1910) pubblicato già nel 1858 sulla rivista “Il nuovo cimento”, sull’identità delle molecole fisiche e chimiche. Questa distribuzione di copie, decisiva per il riconoscimento del lavoro di Cannizzaro e di quello di Avogadro, venne ideata e fatta da Angelo Pavesi (1830-1896), amico di Cannizzaro e professore di chimica all’Università di Pavia. Poco dopo, prima Meyer e poi Mendeleev, entrambi presenti al Congresso, riconobbero la validità delle idee di Cannizzaro, che finirono per influenzare in modo determinante il lavoro della comunità dei chimici di quel periodo e dei decenni successivi.

Per saperne di più sui chimici italiani citati:

http://w3.uniroma1.it/nicolini/Pavesi.html

http://www.minerva.unito.it/Storia/Cannizzaro/Testi/CannizzaroPaoloni/Cannizzaro1857-1862A.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Amedeo_Avogadro

L’immagine è tratta da: http://www.minerva.unito.it/Storia/Mole/mole2_file/image004.jpg

 


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