La plastica ormai è indispensabile

19 12 2010

polimeriuniti vari

 

 

Si parla spesso della plastica in senso negativo ed è vero: il suo smaltimento nei decenni scorsi è stato un grosso problema e in quelle città dove non si fa la raccolta differenziata, continua ad essere un problema grave anche oggi. La produzione di materie plastiche è iniziata negli anni ’30 del secolo scorso e oggi hanno numerosissime applicazioni. Le varie plastiche sono macromolecole formate da polimeri costituiti dalla ripetizione di un’unità di base (monomero), dall’inizio alla fine della molecola. Vediamo alcuni esempi di polimeri di materie plastiche.

Il polietilene o polietene (PE) si ottiene per reazione di addizione dall’etilene con rottura del doppio legame C=C. Dove si trova il polietilene? Nei sacchetti per la spazzatura, nel rivestimento isolante dei cavi elettrici, nei recipienti, nelle tubazioni, nelle pellicole da imballaggio e nei tappi delle onnipresenti bottiglie di plastica.

 

 

Etilene (monomero)    polimerizzazione                   Polietilene (polimero)                                

CH2 = CH2                          ——–>                     … CH2 – CH2  – CH2 – CH2 – CH2 – …

Le bottiglie di plastica invece sono costituite quasi tutte da polietilentereftalato (C10H8O4)n , la cui sigla è PET. Il suo valore commerciale è inferiore al PE e si ottiene mediante una reazione di condensazione.

E che dire del polistirolo? Nella forma “espansa”, per a sua economicità, è utilizzato in tutti gli imballaggi per attutire gli urti durante il trasporto di mobili, elettrodomestici, strumenti elettronici ecc. Viene utilizzato molto anche come isolante termico nelle intercapedini dei muri e nei sottotetti. Il nome chimico è polistirene (PS) e il monomero di partenza è lo stirene o feniletene, un idrocarburo aromatico. Sono formati da polistirene anche piatti e bicchieri di plastica. Il polistirolo espanso si ottiene aggiungendo allo stirene, pentano o esano (o un altro idrocarburo simile) che hanno un basso punto di ebollizione e quando diventano gassosi formano le caratteristiche “bolle”.

Il politetrafluoroetene è stato utilizzato molto nei decenni scorsi come rivestimento interno delle padelle antiaderenti per la sua resistenza alle alte temperature e alle sostanze chimiche. Oggi invece è guardato con sospetto perché  l’abrasione meccanica lo stacca e viene ingerito con gli alimenti. I suoi effetti sulla salute, secondo alcuni studi statunitensi, possono essere gravi. Il suo nome commerciale è Teflon. 

…CF2 – CF2 – CF2 – CF2 – CF2 – … (politetrafluoroetene o politetrafluoroetilene)

Un altro polimero molto utilizzato è il polivinilcloruro (PVC) molto resistente a solventi e prodotti chimici. Si trova negli infissi e nei serramenti degli edifici, nei tubi idraulici, nella finta pelle e in contenitori di ogni tipo. Il monomero è il cloruro di vinile o cloroetene.

Quindi è vero che la plastica ha creato e può creare gravi problemi di inquinamento se non recuperata e adeguatamente smaltita perché non è biodegradabile, ma senza di essa sarebbero disponibili tanti oggetti e tante comodità? Come sempre capita in ambito scientifico e tecnologico, le scoperte non sono mai cattive o buone in sé ma tutto dipende dall’uso che ne fa l’uomo e oggi non è pensabile tornare ad utilizzare solo metalli, legno e vetro  per gli innumerevoli oggetti e strumenti costruiti con materie plastiche. Sicuramente, però, c’è bisogno di uno sforzo per la differenziazione dei rifiuti, per la loro riduzione, il recupero, e la ricerca e l’utilizzo di plastiche biodegradabili, com’è già avvenuto per certi sacchetti.




I PRINCIPALI GRUPPI FUNZIONALI

5 12 2010

gruppi-funzionaliCosa sono i gruppi funzionali? I composti organici sono numerosissimi ed hanno struttura più o meno complessa. Per identificarli e nominarli è opportuno individuare alcuni atomi o gruppi di atomi che hanno una particolare disposizione nella molecola del composto. Questi gruppi di atomi sono proprio i gruppi funzionali. Nella tabella sono riportati i più comuni e la classe di composti cui essi danno origine. Ogni gruppo funzionale può essere contenuto nella molecola anche più di una volta, perciò possiamo avere composti bi-, tri, o poli-funzionali.  Molti composti possono anche avere nella molecola diversi gruppi funzionali. Ad esempio l’acido citrico, presente nei limoni e sintetizzato anche in laboratorio per essere utilizzato nelle bevande gassate, ha un gruppo alcolico (o ossidrile) e tre gruppi acidi, l’acido lattico, con un gruppo ossidrile e un gruppo acido, detto anche acido 2-idrossipropionico, si ottiene dalla fermentazione di zuccheri ad opera dei lactobacilli. Generalmente nei composti organici, il gruppo funzionale è la parte più reattiva della molecola perciò ne determina e permette di prevederne il comportamento chimico. Questo è il motivo per cui i composti con uno stesso gruppo funzionale sono inseriti nella stessa classe. Altri gruppi funzionali non inseriti nella tabella sono: il gruppo estere (R-COO-R1); il gruppo ammidico (R-CO-NH2); il gruppo nitro (R-NO2) ecc.