Torino città europea della scienza: un primo bilancio

11 07 2010

esof 2010-Le manifestazioni sono state molte e hanno interessato varie località della città. In primo luogo le piazze e i palazzi aperti al grande pubblico: Piazza San Carlo, Piazza Castello, Piazza Carlo Alberto, Palazzo della Regione, Palazzo Madama, Biblioteca Nazionale, Museo Nazionale del Cinema, Museo di Scienze Naturali, Accademia di Belle Arti, Lingotto Fiere, ecc . In pratica dal 2 al 7 luglio 2010, Torino è stata l’ombelico europeo per la presentazione e la  divulgazione di attività e ricerche scientifiche di svariati settori. C’è stato molto spazio anche per le attività ludiche a carattere scientifico, per le rappresentazioni teatrali e per i concerti. Tanto per citare qualche evento: la notte dei Nobel, il concerto di Antonella Ruggiero, il gioco dell’Oca Verde, Con la testa tra le nuvole, il puzzle dei quark, Accendi il cervello, Immagini e storie dell’astronomia, Fusione e plasma on the road, In treno con Albert, e così via.

I lavori interattivi, con la partecipazione del pubblico, soprattutto giovane sono stati molti, come quelli dell’Istituto di oncologia molecolare che abbinava l’osservazione di preparati vegetali al microscopio, con la preparazione di ricette e cibi, oppure le dimostrazioni pratiche dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che affascinano sempre giovani e adulti, con un occhio rivolto a come ci si difende dalle manifestazioni più o meno violente e potenzialmente pericolose del nostro pianeta.

Quest’appuntamento biennale che vuole avvicinare la ricerca al pubblico, a detta dei protagonisti, a Torino ha avuto un cambio di passo rispetto a quelli del  passato (Stoccolma, Monaco e Barcellona), soprattutto perché accanto a conferenze ed incontri di alto livello, c’è stato il coinvolgimento della città nelle numerose attività organizzate. Non è facile capire ciò che accade nei laboratori scientifici, però Esof 2010 ha messo tutti in condizione di rendersi conto che la ricerca ha un ruolo sempre più importante per il nostro futuro, anche economico.

Il Presidente della Repubblica Napolitano, nella presentazione di apertura ha detto che la ricerca scientifica “è essenziale per uno sviluppo compatibile e finalizzato al benessere delle persone” perciò sono necessarie buone scuole e scelte strategiche condivise tra i Paesi europei  che devono fare i conti con la carenza di materie prime e la concorrenza di Paesi emergenti. Esof rappresenta anche il tentativo di creare una rete consolidata di scienziati, rapporti e collaborazioni internazionali, divulgatori della ricerca scientifica per non  lasciare nell’oblìo questo settore strategico che in Italia ha risorse sempre più ridotte e quasi ridicole rispetto a quelle di altri Paesi. Sono stati registrati circa 4000 ricercatori di tutti i continenti. La manifestazione si è conclusa con l’appuntamento e i passaggio delle consegne a Dublino 2012. Se posso avanzare una critica, riguarda i costi di registrazione e accesso alle attività riservate al Lingotto Fiere: benissimo l’accesso gratuito per i giornalisti e i volontari di Esof, ma 360 euro per l’accesso a tutte le attività della settimana, ridotti a 180 euro per i docenti mi sono sembrati troppi.




“Un chimico” di Fabrizio De André

1 07 2010
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“Un Chimico” è  tratto dall’album “Non al denaro non all’amore né al cielo”, ispirato all’Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters. La canzone narra la storia di un farmacista (Chemist), che non riesce a comprendere le unioni tra uomini e donne come invece capisce quelle  tra gli elementi chimici. Il farmacista morì  in un esperimento sbagliato “proprio come gli idioti che muoion d’amore 

 

 

Un Chimico (Fabrizio De André)

Solo la morte m’ha portato in collina
un corpo fra i tanti a dar fosforo all’aria
per bivacchi di fuochi che dicono fatui
che non lasciano cenere, non sciolgon la brina.
Solo la morte m’ha portato in collina.

Da chimico un giorno avevo il potere
di sposare gli elementi e di farli reagire,
ma gli uomini mai mi riuscì di capire
perché si combinassero attraverso l’amore.
Affidando ad un gioco la gioia e il dolore.

Guardate il sorriso guardate il colore
come giocan sul viso di chi cerca l’amore:
ma lo stesso sorriso lo stesso colore
dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore.
Dove sono sul viso di chi ha avuto l’amore.

È strano andarsene senza soffrire,
senza un volto di donna da dover ricordare.
Ma è forse diverso il vostro morire
voi che uscite all’amore che cedete all’aprile.
Cosa c’è di diverso nel vostro morire.

Primavera non bussa lei entra sicura
come il fumo lei penetra in ogni fessura
ha le labbra di carne i capelli di grano
che paura, che voglia che ti prenda per mano.
Che paura, che voglia che ti porti lontano.

Ma guardate l’idrogeno tacere nel mare
guardate l’ossigeno al suo fianco dormire:
soltanto una legge che io riesco a capire
ha potuto sposarli senza farli scoppiare.
Soltanto la legge che io riesco a capire.

Fui chimico e, no, non mi volli sposare.
Non sapevo con chi e chi avrei generato:
Son morto in un esperimento sbagliato
proprio come gli idioti che muoion d’amore.
E qualcuno dirà che c’è un modo migliore.