Nuova centrale termoelettrica a Torino

9 04 2010

Mentre a livello nazionale si stipulano accordi con la Francia per ritornare, dopo 25 anni, a costruire centrali nucleari, a Torino nella zona nord-ovest della città, tra il quartiere Vallette e Savonera è in costruzione una nuova centrale termoelettrica. È stata denominata “Torino Nord”, sarà alimentata a metano (CH4) e sostituirà la centrale delle Vallette, più piccola, alimentata a gasolio, meno efficiente e più inquinante. Lo scopo della nuova centrale è l’estensione del teleriscaldamento nell’area metropolitana torinese. Oltre a quella delle Vallette, nell’area metropolitana sono già funzionanti le centrali di Mirafiori, Torino Centro, Torino Sud e Moncalieri. La nuova centrale fornirà teleriscaldamento a circa 18 milioni di m3 di abitazioni, ampliando di ben 15 milioni di m3 quelli forniti dalla obsoleta centrale delle Vallette che sarà smantellata e la sua superficie verrà adibita a parco urbano.

Torino Nord sarà gestita da Iride e produrrà 400 MW elettrici di energia e 220 MW termici a ciclo combinato in cogenerazione e distribuirà calore su una superficie di 153 km. Il sistema della cogenerazione permette alla centrale di raggiungere una maggiore efficienza: in assetto elettrico sarà del 56%, in assetto cogenerativo dell’85%. Quando la centrale sarà a regime, circa il 55% delle abitazioni di Torino risulterà teleriscaldata con un risparmio energetico di circa 95 TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio). Dal punto di vista ambientale, secondo Iride, ci sarà un miglioramento della qualità dell’aria perché ci sarà una riduzione di 134 tonnellate annue di ossidi di azoto (NOx), 400 tonnellate annue di ossidi di zolfo (SOx) e 17 tonnellate di polveri.

Grazie alla cogenerazione, mentre le turbine generano energia elettrica, il calore sottratto per raffreddare i vari processi sarà utilizzato per riscaldare le case. La costruzione dovrebbe concludersi nell’autunno del 2011, con un costo di circa 280 milioni di euro, e nell’autunno del 2012 dovrebbero concludersi gli allacciamenti con gli stabili che usufruiranno del teleriscaldamento. A Savonera, la zona più interessata dai disagi prodotti dal cantiere e anche dalle immutabili “paure” dovute al futuro funzionamento, ci sono state deboli proteste della popolazione. Del resto chi può considerarsi immune dalla sindrome nimby (not in my back yard, non nel mio giardino)? Inoltre si tratta di un’area già interessata da una discarica. Per il momento i disagi sono dovuti prevalentemente alla circolazione e i cittadini non intravedono benefici da questo insediamento, considerando che il teleriscaldamento riguarderà soprattutto Torino. Speriamo che ci sia un’inversione di tendenza e che stili di vita più ecocompatibili non facciano aumentare ulteriormente le richieste di energia e che, in ogni caso, ci si orienti verso quelle rinnovabili.

Torino_Nord

Nella foto: plastico della centrale.